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Dalla risalita ai play-in: il viaggio della Fortitudo Agrigento verso la sua nuova identità

Dalla risalita ai play-in: il viaggio della Fortitudo Agrigento verso la sua nuova identità

redazione

Non è ancora tempo di bilanci, certo lo sappiamo, ma dopo l’ultima partita in casa di domenica sera, ecco le riflessioni di chi la Fortitudo Agrigento la vive ogni giorno, tutti i giorni. …Questa regular season 25/26 appena conclusasi ha avuto per la nostra Fortitudo il sapore delle storie che si raccontano a bassa voce all’inizio, quasi per scaramanzia, e che poi diventano urla piene a fine percorso. Perché se oggi parliamo di approdo ai play-in, lo facciamo ricordando bene da dove si è partiti: un inizio difficile, una classifica che faceva male solo a guardarla, e quell’ultimo posto che sembrava più di una semplice fotografia momentanea. Quando siamo partiti non mancava di certo il talento e lo spirito di abnegazione al lavoro, ma l’identità sì e di certo i tanti e brutti infortuni che ci hanno vessato per mesi, sono stati la tegola più pesante di una stagione che prometteva aria nuova e fresca. Poi è arrivata la svolta, lenta ma determinante; non una rivoluzione, ma un lavoro chirurgico costante e gli innesti in corsa hanno dato nuova linfa vitale, oltre che un apporto tecnico importante. La vera differenza, però, è stata di tipo mentale. La Fortitudo ha smesso di guardare la classifica e partita dopo partita, è cresciuta la consapevolezza di poter competere con chiunque. Le vittorie hanno portato fiducia, ma anche nelle sconfitte si intravedeva una squadra diversa: più compatta, più dura, pronta a ricaricare le batterie e ripartite per una nuova sfida in un campionato difficile che non ti da tregua e dove una squadra isolana fa il doppio della fatica a stare sul pezzo: km su km, voli e borsoni sempre in mano, neanche il tempo di rifiatare. Il girone di ritorno è stato il manifesto di questa trasformazione. Difensivamente, Agrigento è diventata una delle realtà più solide del girone; in attacco, pur senza essere una macchina perfetta, ha trovato equilibrio: ritmo controllato, scelte migliori, protagonisti diversi ogni match, ma tutti compatti per un unico obiettivo, ovvero uscire da un limbo e una posizione che non ci appartenevano. E così, quello che a Novembre sembrava impensabile ha preso forma: la risalita, il sorpasso, la salvezza e infine l’ingresso in zona play-in. Non per caso, ma per costruzione di un gruppo e per il duro lavoro di tutti dietro: società, staff, giocatori, senza dimenticare il sesto uomo, il nostro tifo, che in casa e in trasferta è stato determinante… del resto lo dice anche la nostra canzone “..il patto è stringersi di più..”. Adesso arriva il momento più bello e difficile al tempo stesso: la partita del 30 Aprile contro l’Assigeco Piacenza. Non è solo una gara, è il punto di convergenza di mesi di lavoro ed arrivarci così dà a questa sfida un valore ancora più grande. Servirà tutto: la solidità difensiva che ha cambiato la stagione, la pazienza offensiva maturata col tempo, ma soprattutto quella fame che nasce quando sai cosa significa stare in fondo, perché questa Fortitudo oggi può giocare senza paura di nessuno. Il messaggio è chiaro: i play-in sono si un traguardo importante, ma al tempo stesso possono essere un punto di partenza per far sognare tutti i nostri tifosi bianco-azzurri. Il 30 Aprile non si giocherà solo per vincere una partita, ma per dimostrare definitivamente chi è diventata questa squadra. Amuni!

Il Presidente Gabriele Mondaca

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