Questa è la Fortitudo

Non è stata una notte banale. Non è stata una notte nemmeno difficile. La notte scorsa è stata quella che doveva essere, la fine di un lungo viaggio.

Gara-5 si poteva vincere o perdere, è andata con grande merito alla Manital Torino. Agli avversari di questa splendida finale abbiamo fatto i nostri complimenti, com’è giusto che sia tra gente di sport che sa riconoscere il valore altrui.

In questo caso facciamo nostre le parole di coach Gregg Popovich dopo l’eliminazione patita negli ultimi playoff dai San Antonio Spurs contro i Los Angeles Clippers:

“If you can’t be happy for somebody else’s success, I think you’re pretty small”

Noi abbiamo dimostrato di essere tutt’altro che “piccoli”: un gruppo come quello di questa Fortitudo non merita altro che elogi per quello che ha saputo regalare, non solo riempiendo il nostro PalaMoncada come mai si era visto prima, ma contagiando tutto il territorio con la passione per il gioco che tutti hanno dimostrato.

Ogni persona che ha lavorato alla realizzazione di questa bellissima avventura merita un plauso e ha sicuramente avuto l’opportunità di imparare, di immagazzinare esperienza, di fare propri degli strumenti che serviranno per rendere la nostra Fortitudo ancora più bella per tutti.

Questa squadra ci ha divertiti e si è divertita: tanti giocatori che non avevano mai assaggiato da protagonisti la “seconda serie” hanno potuto dimostrare ad Agrigento il loro valore, sono certamente diventati migliori rispetto a quando sono arrivati.

Merito di chi li ha scelti, allenati, aiutati. Merito loro, che hanno lavorato incessantemente per guadagnarsi il diritto di giocare fino all’ultima partita prevista dal calendario.

Agrigento ha vissuto una fantastica stagione sportiva, tra calcio e basket. Abbiamo fatto la nostra parte per offrire alla gente uno spettacolo emozionante, di qualità, proponendoci con le nostre forze, i nostri valori e i nostri mezzi, senza cercare di voler essere qualcos’altro, nei pregi e nei difetti.

Tutto questo ci è stato ampiamente ripagato dal cuore enorme dimostrato dai ragazzi in campo, da un infaticabile staff tecnico, da tutti coloro che hanno speso tempo e anche risorse proprie pur di non far venire meno nulla per il bene della Fortitudo.

Il pubblico ci ha capiti, ci ha seguiti, si è innamorato. Riempire il PalaMoncada per assistere a una partita della squadra in trasferta, con un maxischermo, sarebbe stato impensabile qualche mese fa. Eppure è successo.

Dovevamo al massimo salvarci e abbiamo fatto i playoff. Dovevamo uscire con Treviso. Poi con Verona. Poi con Casale Monferrato. Poi abbiamo smentito anche l’ultimo pronostico, quello che ci voleva solo comparse all’atto finale, che invece abbiamo onorato dando fondo a tutte le nostre energie.

Ha vinto Torino, che è stata costruita per vincere e per riuscirci ha dovuto tirare fuori il meglio dai suoi tanti campioni. Restiamo in A2 con la consapevolezza di aver superato un anno incredibile, durante il quale abbiamo imparato tante cose.

Ci vediamo presto, perché di divertirci non abbiamo finito oggi. Anzi, non vediamo l’ora di ricominciare.

#WeAreAG

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