Sport e Salute | Le lesioni muscolari

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Le lesioni muscolari rappresentano una delle più frequenti cause d’infortunio nello sport professionistico, essendo responsabili del maggior numero di giorni di inattività sportiva degli atleti. Nel basket una recente statistica della National Basketball Association ha mostrato che tali lesioni presentano un’incidenza che le colloca al quarto posto fra le più frequenti, dopo la distorsione di caviglia, la tendinite rotulea e i problemi del rachide,  mentre il distretto  muscolare più esposto è sicuramente quello costituito dalla loggia antero-laterale della coscia. Le lesioni muscolari sono inoltre caratterizzate da un’elevata incidenza di reinfortuni. Alcuni Autori hanno dimostrato che i giocatori professionisti che hanno subito un infortunio muscolare nella stagione precedente hanno un rischio di nuovo infortunio tre volte maggiore rispetto a giocatori non infortunati. La maggior parte degli infortuni avviene con meccanismo non da contatto, in muscoli bi-articolari o di complessa struttura e costituiti primariamente da fibre muscolari bianche, a contrazione rapida. In altri sport come rugby, football americano e hockey su ghiaccio sono invece più frequenti i traumi muscolari diretti.

Come fare Diagnosi

La diagnosi si basa sulla conoscenza del meccanismo traumatico e su un accurato esame clinico. Possono essere presenti dei segni obiettivi quale la presenza di  ecchimosi, che può non essere evidente in caso di lesioni profonde.

La sintomatologia spesso è discordante con l’entità della lesione, mentre la palpazione accurata consente di rilevare delle aree di “minus”, o un incremento della consistenza del tessuto muscolare periferico alla lesione. Nell’iter diagnostico una prima valutazione, va effettuata tramite studio ecografico. Si valuta la discontinuità dei fasci muscolari, eventuale ematoma visibile come area ipo- o anecogena e l’edema reattivo. La stima ecografica di una lesione deve però tenere conto di possibile approssimazione diagnostica, nelle prime 48 ore, per la presenza di iperecogenicità da raccolte ematiche. L’utilizzo dell’ecografia ha inoltre un ruolo fondamentale nella valutazione strumentale del processo di guarigione muscolare, grazie anche alla possibilità di eseguire uno studio dinamico della lesione. La Risonanza Magnetica  permette una valutazione tridimensionale ad alta risoluzione della lesione, con conseguente elevata sensibilità e precisione nella valutazione dell’estensione e dell’entità del danno.

 La Prevenzione

Le lesioni muscolari riconoscono diversi fattori predisponenti: scarsa propriocettività, (come in seguito a lesioni legamentose), fattori individuali legati al sesso, età ed etnia dell’atleta, squilibri tra muscoli agonisti ed antagonisti, esiti di pregressi infortuni muscolari, eccessiva esposizione a stress metabolici (alta frequenza di competizioni senza adeguati allenamenti, condizionamenti esterni), esposizione al freddo per cui il muscolo risulta meno elastico che di  norma. Se alcuni di questi fattori sono immodificabili, (età del giocatore o numero di partite e il periodo in cui sono giocate), su altri è possibile agire con un programma di prevenzione. Esistono pertanto dei programmi mirati alla prevenzione degli infortuni in generale attraverso esercizi di rafforzamento muscolare mirato, di agilità, di stimolo della propriocettività e di stretching. In sostanza una parte preventiva delle lesioni muscolari deve partire da: a) idonea preparazione (importante il riscaldamento e allenamento); b)adeguata coordinazione motoria; c) congrua flessibilità (attraverso la pratica costante dello stretching).

Quando e come il Trattamento

Il cardine del trattamento in acuto  è l’algoritmo RICE: Riposo, ghiaccio (Ice), Compressione ed Elevazione, nell’intento di minimizzare  nell’immediato il sanguinamento nel sito di lesione. L’immobilizzazione prolungata è da evitare, poiché deleteria per la trofia muscolare.

Un breve periodo di immobilizzazione realizzato con uno stretto taping sul muscolo danneggiato, limitato ai primissimi giorni dopo la lesione,  permette l’organizzazione dell’ematoma e la formazione di tessuto cicatriziale che unisce le fibre muscolari lesionate. Le stampelle andrebbero utilizzate per gli atleti con lesioni gravi.  Al termine di questo breve tempo, dopo conferma ecografica della maturazione del tessuto di granulazione, si inizia un graduale recupero della escursione del muscolo leso, sempre sotto soglia del dolore. All’iniziale esercizio isometrico si associano nelle prime fasi terapie fisiche locali quali tecarterapia, laser, ionoforesi, per ridurre flogosi ed edema locale. In progressione si aggiungerà l’esercizio isotonico senza resistenza; in seguito si potrà iniziare con carichi crescenti. Una volta che il tessuto di granulazione ha assunto caratteristiche di maturazione ai controlli strumentali e la sintomatologia regredisce, si può introdurre l’esercizio a contrazione eccentrica. Alcuni Autori propongono anche la somministrazione intralesionale di concentrati piastrinici estratti dal sangue del paziente stesso ( PRP) sotto controllo ecografico; tale metodica  ha l’obiettivo di favorire la rigenerazione muscolare portando alla formazione di una cicatrice contrattile, elastica, che sembra portare ad un minor rischio di recidive e non ad un’accelerazione dei tempi di guarigione. La miosite ossificante è una rara complicanza di una lesione muscolare, dovuta all’organizzazione dell’ematoma e alla proliferazione al suo interno di tessuto osteo-cartilagineo.

 

Il dottor Alberto Rapisarda è Specialista in Ortopedia e Traumatologia e attualmente riveste le mansioni di Dirigente Medico 1° livello presso il Reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. E’ consulente Ortopedico della ASD Fortitudo Agrigento dall’anno 2010-2011.  La formazione di Traumatologo sportivo  è avvenuta presso la  Scuola di Specializzazione della Clinica Ortopedica dell’Università degli Sudi di Pavia, presso il Policlinico San Matteo di Pavia, Centro rinomato di Traumatologia sportiva, punto di riferimento sia di squadre di calcio professionistiche di serie A (Inter F.C., Milan AC) e della FIDAL (Federazione Italiana Atletica leggera), dove il Dottor Rapisarda ha lavorato per oltre dieci anni. Oltre  ad interessarsi di Medicina e Traumatologia sportiva, l’attività chirurgica del Dottor Rapisarda investe i diversi settori dell’Ortopedia e della Traumatologia Generale e in particolare nella Chirurgia della Spalla e del gomito, rivestendo attualmente le mansioni di Delegato Regionale per la Sicilia della SICSeG (Società Italiana Chirurgia Spalla e Gomito).

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