L’Angolo del coach| Non fatevelo raccontare

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La mente lavora, la memoria corre a ritroso a cercare e ritrovare date e momenti memorabili.

10 giugno 2012, 27 maggio 2013, 6 febbraio 2014, 12 aprile 2015: tre di queste dateai più non diranno nulla al punto da apparire casuali e assolutamente indipendenti l’una dall’altra, ma per tutti noi e per quello che in settimana è stato evocato come “il Popolo Fortitudo”, rappresentano giorni indimenticabili, di tensione, passione e gioia sportiva di rara intensità.

Gara-3 di finale con Reggio Calabria in B dilettanti, gara-4 della semifinale play-off con Matera in A dilettanti, scontro diretto con Ferrara nella stagione di Legadue Silver, ecco a cosa corrispondono tre delle date in questione, ovvero i momenti di più profonda comunanza di sforzi e intenti tra squadra e tifosi, tra Società e realtà sportiva agrigentina, in un PalaMoncada che in queste occasioni era sempre straripante di spettatori e torrido come solo le “torcide” certificate sanno rendere i propri campi.

Lo so, manca la quarta data, quella senza l’imprimatur del vissuto, senza l’appagante sensazione che viene dal rappresentare un ricordo piacevole da poter condividere, ma caratterizzata dal pathos dell’attesa: Fortitudo Moncada-Dinamica Mantova…LA PARTITA della nostra Legadue Gold.

Poco importa ora se la nostra prima stagione nel secondo campionato cestistico nazionale sia già di per sé da valutare positivamente con obiettivi minimi centrati da qualche tempo immemore (e, lo ribadisco, non soltanto per le problematiche societarie di alcuni) e se questa valutazione non può che farci guardare indietro con serenità e soddisfazione.

Altrettanto priva di peso specifico, oggi, è l’analisi di un ciclo di lavoro caratterizzato da continui traguardi tagliati, di obiettivi raggiunti e di sogni che si sono via via avverati, senza dimenticare come sia diventata ormai una lieta abitudine il vivere stagioni sportive nelle quali una o più tiepide domeniche primaverili siano contraddistinte da irrinunciabili appuntamenti sul Lungomare Pirandello.

Oggi conta solo il presente, solo la prossima partita, quella per la quale domani si apriranno le porte del PalaMoncada, tutti noi speriamo per accogliere il pubblico delle occasioni speciali, quelle da non mancare, quelle alle quali bisogna esserci, per passione cestistica, per affetto personale, per tifo virale e conclamato o per difendere e onorare una città e la sua storia sportiva.

Tifo, passione, correttezza, calore, tensione, partecipazione, sudore e impegno, potrebbero essere queste le parole riassuntive di una domenica pomeriggio assolutamente unica, e proprio l’aver ricordato quelle date per tutti noi così speciali, mi fa piacevolmente tornare alla mente come, in occasioni come queste, tifosi Fortitudo e, più in generale, sportivi agrigentini hanno sempre risposto presente.

Non sarà poi importante se il coro partirà dal loggione, dove si annidano i nostri ultras, o dalla platea degli affezionati, o ancora dai palchi riservati ai più compassati, l’importante sarà poi sentire una sola voce rimbombare sulle tribune del palazzetto, quella del “Popolo Fortitudo” capace di sostenere e aiutare non solo nelle fasi migliori della partita i propri beniamini, ma anche in quei momenti in cui tutto appare difficile e nulla sembra riuscire.

Società, squadra, staff, tifosi, tutti accomunati da un unico obiettivo, capaci, come un sol uomo, di marciare verso l’agognata meta.

Friedrich Nietzsche disse: “La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli”.

Ebbene, sotto il profilo sportivo domani sarà un momento magico, non fatevelo raccontare, noi vi aspettiamo per viverlo insieme!

 

Franco Ciani

 

 

 

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