L’Angolo del coach | Tu chiamale se vuoi emozioni

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“Non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”! Perdonatemi se sfrutto il pensiero di John Fitzgerald Kennedy, spogliandolo dalle interpretazioni politiche e di spessore storico che ha avuto, per dare il via ad alcune considerazioni sul nostro momento.

La colpa di tutto questo è di Luigi Dicensi, già proprio lui, il mio assistente allenatore, agli occhi dei più, timida e riservata presenza collaborativa in chiave tecnica, ma per me molto di più, oltre che un amico un incomparabile e costante stimolatore di pensieri e riflessioni.

“Posso dire una cosa stupida?”: è questa la frase che temo di più da quasi cinque anni a questa parte, da quando cioè a pronunciarla è lui. La frase però non mi spaventa per via della parola stupidità, come potrebbe sembrare, ma al contrario perché non vi sarà nulla di banale o insulso in quello che tra poco dirà, per cui istantaneo è il suono assordante del campanello dall’allarme nella mia mente: recettività e attenzione massime, con l’obbligo di riservare il giusto tempo per meditarci in seguito.

Se da un lato nello scrigno nel quale sono custodite le mie frasi preferite quella citata in apertura giaceva da qualche tempo un po’ dimenticata e impolverata, dall’altro ecco arrivare Luigi a darle nuovamente lustro e splendore con una delle sue….”cose stupide” durante un volo di ritorno da una delle nostre interminabili trasferte.

L’idea che ne è nata allora è stata quella di mettere in discussione qualche idea e qualche convincimento in chiave sia tecnico-tattica sia (soprattutto) mentale, per dare alla squadra, in un momento di difficoltà e sconfitte, nuove certezze, stimolanti novità, rinvigorite motivazioni. Credo che, risultati alla mano, il frutto di quella provocazione e delle conseguenti riflessioni sia oggi davanti agli occhi di tutti.

In questi giorni però ho la strana ma piacevole, sensazione che il fenomeno si stia allargando a macchia d’olio, che l’essere propostivi sia diventato virale e….l’infezione si stia propagando con una certa celerità, non vi nascondo con mia grande soddisfazione. No, non parlo della squadra, non questa volta, oggi voglio raccontare la sensazione che in tutti noi, e in primis in chi vi scrive, viene dal verificare quotidianamente la ripresa di interesse e l’intensità del fremito propositivo che aleggia tra i nostri tifosi.

Da anni sento parlare e leggo di che cosa gli altri potrebbero fare, di che cosa la Società dovrebbe mettere al servizio di tutti, di che cosa manca o non va bene, di chi c’è e tace, di chi tifa ma facendo troppo rumore, del perché non venire al Palamoncada, di disagi, scomodità, dubbi, ma oggi mi sembra ci sia qualche cosa di diverso, oggi leggo e sento parlare di organizzare macchine, pullman, settori dedicati, sciarpe e felpe, cori e mascotte.

Oggi vedo selfie e foto, avverto fermento per una partita come non capitava dai play-off con Reggio o dallo scontro diretto con Ferrara, vedo tante, tantissime “facce da hashtag”, percepisco come le iniziative del gruppo di lavoro coordinato da Cristian Mayer e soprattutto del vulcanico Rosario Giordano si nutrano dell’interesse e dell’entusiasmo di molti, ma la novità positiva più grossa, permettetemi, mi sembra un’altra.

La cosa veramente positiva, entusiasmante, è che in queste due settimane dei derbies le cose sono state fatte, le macchine organizzate, i nostri tifosi erano lì in tribuna e si facevano sentire, volevano aiutare la squadra a conseguire questo doppio risultato positivo. Macchine o pullman, trenta o sessanta, vestiti di azzurro o no, loro c’erano e ci hanno regalato un’emozione, facendoci avvertire la straordinaria sensazione di non essere più soli a lottare per un obiettivo, o forse addirittura per un sogno.

Qui li voglio ringraziare pubblicamente, per esserci stati, per aver fatto qualcosa per noi, nella speranza che le due vittorie li abbiano ripagati di ogni sforzo.

I ritmi di questo campionato sono però incalzanti, all’orizzonte la partita con Trieste, un autentico scontro verità che in caso di vittoria ci aprirebbe scenari con tinte pastello, e quindi non c’è stato modo di crogiolarsi nel tepore delle imprese “on the road”, ma anzi la settimana è volata tra allenamenti, video, riunioni tecniche, ma anche con iniziative promozionali di ogni tipo tese a rendere la prossima un’autentica “domenica del basket” con il campo del Palamoncada impegnato fin dal primo pomeriggio con il contest di Minibasket.

Bimbi, famiglie, giovani cestisti, tifosi, sogni, obiettivi, sfide, basket, prestigio, orgoglio in una domenica speciale nella quale poter condividere insieme, momenti, esperienza, ma soprattutto EMOZIONI!

Noi saremo lì a difendere i colori di Agrigento e della Fortitudo, a lottare per ottenere un prestigioso risultato sportivo per Società e Città, aspettiamo tutti a braccia aperte e se qualcuno dovesse per caso chiedersi “cosa fare per la squadra”, beh, “amunì picciò” fuori la voce!

Franco Ciani

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