L’Angolo del Coach: Il difficile comincia ora…

Franco Ciani nella sala stampa del PalaMoncada

Franco Ciani nella sala stampa del PalaMoncada

 

“Domenica scorsa, al termine della partita contro Casale Monferrato, sicuramente molti dei nostri tifosi e sostenitori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo e schiudere le labbra per un sorriso che pur non avendo la pienezza e la solarità degli scorsi anni, non di meno è segnale inequivocabile di maggiore tranquillità.

Anche tutti noi, a dire il vero, abbiamo avvertito una notevole riduzione di quel carico di pressione che le ultime settimane avevano accumulato sulle nostre spalle, provando la piacevole sensazione che si percepisce quando dopo una lunga nuotata in mare aperto, magari con qualche onda maligna di troppo, ci si ritrova non lontani dalla costa, nei pressi di una boa cui appoggiarsi per riprendere fiato.

Si badi bene, lungi da tutti l’idea che la costa sia così vicina da poter provare ad appoggiare i piedi sul fondo sabbioso, di bracciate ce ne vorranno ancora e, la storia di questo campionato lo insegna, dovranno essere ancora vigorose, perché la corrente in Legadue è sempre in agguato con l’insidia della sua forza.

Siamo nel girone di ritorno e oggi ogni pallone pesa di più, ogni difesa sarà più dura, fisica, a volte sporca nella ricerca dell’aggressività e con l’ineluttabile conseguenza dell’aumentare dei contatti, ogni canestro costerà più fatica e ogni gara si deciderà negli ultimissimi giri di lancetta di un’autentica battaglia.

Statisticamente vincere in trasferta sarà più difficile e, di conseguenza, ancora più necessario avere il piglio giusto anche nelle gare interne, giacché nulla si dovrà concedere a chicchessia sul proprio terreno di gioco, e non vedo come questa stagione possa modificare una tendenza che è data ormai per assodata.

Leggo e sento da più parti di come la posizione in classifica di Veroli sia destinata nell’immediato futuro a condizionare l’andamento del campionato togliendo motivazioni a un gruppo di squadre (e noi fra queste!!!) che, non avendo più l’assillo del rischio play-out (ammesso e non concesso che la grande determinazione dei ciociari possa non portare ad altro se non a vibranti match ogni domenica e sconfitte soltanto a fil di sirena), potrebbero tranquillamente tirare i remi in barca.

Permettetemi di fare due conti…..

Verona e Brescia, prime a trenta punti, vorranno assolutamente giocarsi il primo posto al termine della stagione regolare, foriero di ovvi vantaggi in chiave play-off; alle loro spalle Biella, Ferentino, Torino e forse Casale si stanno contendendo con energia gli altri due posti (3° e 4°) che consentono di accedere direttamente ai quarti di finale.

Scendendo ancora ecco troviamo la seguente situazione: Trieste 18, al settimo posto, Casalpusterlengo 16, all’ottavo ovvero all’ultimo posto utile per i play off e a seguire il quintetto a quota 14 che ci comprende e Jesi a 12 che chiude il gruppone al 14° posto;  se consideriamo poi come  fino all’ottava nessuna squadra abbia ancora osservato il turno di riposo, cosa che invece hanno già fatto le inseguitrici, possiamo affermare con sincera certezza che la lotta per i play-off sia bella che finita?O che ci siano squadre oggi ormai prive di un obiettivo importante?

Veroli, poi, non solo venderà cara la pelle su tutti i campi (e lo farà la prossima settimana anche qui al PalaMoncada statene certi), ma senza dubbio vorrà dare qualità ulteriore al proprio lavoro per farsi trovare pronta per gli eventuali play-out con la 15^ della Legadue Silver.

Dati numerici, noiosi forse, ma la cui interpretazione mi sembra chiara e con pochissimo margine per dubbi e incertezze, e mi perdonerete se per una volta mi sono lasciato coinvolgere più da un freddo pragmatismo che dal caldo afflato del sentimento e dell’emotività, ma non posso negare di avvertire contrarietà e fastidio davanti a luoghi comuni da “bar sport” e a considerazioni ispirate al negativo, al sottinteso, al torbido.

Da trentacinque anni ho la fortuna di allenare pallacanestro, e quella che da sempre è stata una passione viscerale e fortissima da ventotto è diventata anche un’attività professionale e vi posso assicurare che in tutte queste stagioni non ho mai incontrato un allenatore che non volesse vincere o che non facesse tutto il possibile per riuscirci, non mi sono mai imbattuto in un giocatore che al momento della palla a due fosse animato da altro se non dalla voglia di giocare, di essere migliore del suo avversario, di vincere.

La sfida e la vittoria fanno parte da sempre della nostra vita e della sua quotidianità, rappresentano uno stimolo costante ed anche un motivo di affermazione professionale (e credetemi che oggi il nostro mercato del lavoro è in crisi assai profonda e radicata, come e più di altri ambiti, pur rimanendo di fondo attività privilegiata); chi conosce oscuri retroscena, li proclama, ne parla con malizia volendo instillare il seme del dubbio, solitamente lo fa pigramente adagiato sulla sua poltrona.

E ora via, Napoli ci attende per l’ennesima battaglia, ma presto il nostro palazzetto riaprirà alle ambizioni della nostra rincorsa e al calore di chi a questa impresa vorrà spingerci con il suo affetto. ”

Franco Ciani

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