Giancarlo Di Simone: “Ci hai insegnato a lottare, dentro e fuori il campo”

Era il 2004 quando, appena 17enne, arrivavo ad Agrigento, carico di speranze e di sogni. Era la mia prima avventura sportiva fuori casa. Giocai con la maglia della Fortitudo nel campionato di C2. La domenica le tribune erano semivuote, pochi tifosi, anzi: quasi nessuno. Ma tu sei stato sempre presente, fin dal primo giorno, quando hai insistito per intervistarmi come “nuovo arrivo”. Non conoscevo nemmeno come fosse fatta una telecamera… O come si svolgeva un’intervista.

Mi hai subito messo a mio agio, mi hai trasmesso simpatia e sicurezza. Da quella volta, abbiamo continuato a vederci praticamente ogni giorno. Tra allenamenti e partite, non c’è stata una gara o un appuntamento che hai saltato. Ricordo le trasferte nelle più disparate zone d’Italia: tu c’eri. Non ci lasciavi mai soli: in pullman o in treno, venivi a sostenerci con l’affetto che ti ha sempre contraddistinto. Adesso mi accingo a compiere i dieci anni ad Agrigento; tu sei stata una delle prime persone che ho conosciuto qui. Dimenticarti sarà impossibile. Ci hai dato tanto, ci hai insegnato a lottare, dentro e fuori il campo, proprio come hai fatto tu.

Speravo di poter festeggiare con te una nuova vittoria, ma la malattia non ha voluto rispettare questo mio sogno. Tu, comunque, la partita con la vita l’hai vinta. Hai vinto con la tua dignità e la tua forza, che non ti ha mai minimamente abbandonato. Sei stato grande. L’unica cosa che oggi posso dirti è grazie. Ciao Giullà.

Giancarlo Di Simone

Capitano Fortitudo Moncada Agrigento

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