| PIANETA FORTITUDO |
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Scritto da Luca Corpaci
Giovedì 26 Novembre 2009 22:51 |
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 In settimana avevo detto alla squadra che a volte dopo una vittoria si torna in spogliatoio con i due punti ma con la sensazione di aver perso,e questo sarebbe stato il nostro stato d’animo se avessimo strappato la vittoria a Santantimo malgrado una prestazione molto negativa. Altre volte pur senza i due punti, senti nel tuo intimo che la partita l’hai comunque vinta e da lì trovi le energie per continuare a credere nel lavoro e nei sacrifici che fai. Domenica l’obbiettivo è stato raggiunto e grazie a questo ieri alla ripresa degli allenamenti c’era un qualcosa di positivo nell’aria. Di sicuro la risposta a chi parlava di uno spogliatoio spaccato è stata veemente. L’unico vero appunto che posso fare alla squadra dall’inizio ad oggi è che in certi momenti si è eccessivamente abbattuta e depressa andando incontro per questo atteggiamento a conseguenze molto negative rispetto a quanto il proprio impegno e lavoro avrebbero dovuto produrre. Per il resto posso assolutamente garantire,senza il minimo timore di essere smentito,che c’è impegno,collaborazione,rispetto dei ruoli e mai c’è stato il tipico atteggiamento del”si salvi chi può” che spesso caratterizza le squadre in difficoltà. Nessuno è in grado di leggere il futuro, ed io men che meno, ma se tutto quello che dico risponde effettivamente a verità la tendenza dovrà per forza cambiare. L’energia, la dedizione e l’impegno messi in campo da Virgilio,con cui ho un rapporto sicuramente tecnicamente conflittuale, ma leale, e il cinque datomi in occasione della mia espulsione,spero possa diventare a fine anno l’immagine simbolo della nostra stagione. Per quel che riguarda l’aspetto strettamente tecnico del derby mi sarei aspettato qualcosa di più in difesa dove abbiamo peccato a rimbalzo e nei bilanciamenti. In attacco abbiamo sicuramente pagato le cattive percentuali dei primi due quarti ma mi reputo soddisfatto per la discreta fluidità con cui abbiamo giocato.
A margine una considerazione. Pur non conoscendolo di persona ho avuto modo di scambiare qualche chiacchiera con Gramenzi.Ci siamo istintivamente ritrovati nelle sensazioni,positive ma spesso negative, che noi coach proviamo nell’affrontare il nostro lavoro. Ho sentito una solidale comprensione per il coach e l’uomo Corpaci che con la sua squadra sta attraversando un momento difficile dimostrando sensibilità,cosa sconosciuta a coloro che considerano il coach una sorta di operaio che di fronte ad una macchina deve produrre asetticamente un certo numero di pezzi. La realtà è invece molto diversa. Il nostro lavoro vive e viene sviluppato tenendo in grande considerazione aspetti umorali,caratteriali e di sensibilità. Nostro compito è quello di proteggere,sostenere i nostri giocatori e capirne le sensazioni. Contemporaneamente dobbiamo essere pronti a parare i colpi che arrivano contro noi stessi senza dare il minimo segno di cedimento. Se Gramenzi ha vinto molto e spesso, oltre ad indiscusse conoscenze tecniche, è perché gli appartiene sicuramente anche quella forza interiore che gli ha permesso di superare i momenti difficili che non risparmiano nessuno.
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| PIANETA FORTITUDO |
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Scritto da Luca Corpaci
Giovedì 19 Novembre 2009 15:45 |
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 Chiamatela pure crisi!Crisi che si manifesta prima che con il gioco che non funziona con le facce di noi protagonisti. Chi ha seguito gli allenamenti in settimana non può non confermare che sia a livello di intensità che di atteggiamento ma anche a livello tattico le cose lasciavano pensare ad una squadra che si presentava all’appuntamento Santantimo ben preparata e questo, unito alla rabbia accumulata per il risultato di Siena ,induceva ad essere ottimisti e positivi. Invece ,se degli aspetti che in settimana sembravano funzionare e se l’energia che sembravamo avere, non hanno in realtà trovato riscontro domenica,il problema va probabilmente trovato nelle nostre teste. Al momento siamo una squadra entrata ufficialmente in “confusione”.Confusione significa che non riusciamo ad essere lucidi e raramente facciamo la scelta giusta. Questo succede perché c’è chi perde sicurezza e non riesce a fare le cose con convinzione,chi viste le difficoltà fa “troppo” andando a fare forzature che alla lunga non pagano,chi fa lo stupido fallo di frustrazione o si fa battere per quella che chiamo “eccesso di difesa”,che è un qualcosa di positivo moralmente ma a livello di risultati vale una non difesa. Anche i tiri liberi decisivi girano sul ferro ed escono perché sono figli di uno stato d’animo poco sereno. Ma perchè questa non serenità? Perchè fin dall’inizio siamo,io primo fra tutti,stati molto ,forse troppo, esigenti con noi stessi. Ho sempre sostenuto che malgrado gli indiscutibili ottimi acquisti fatti in sede di mercato una buona parte di noi un anno e mezzo fa era in C1,e quando dico noi intendo non solo chi era in campo ma tutto il sistema e le componenti che formano il sistema e l’ambiente Fortitudo Agrigento.Pensavamo intimamente che sull’onda dell’entusiasmo per la doppia promozione questo necessario adattamento sarebbe stato superato di slancio. Invece, difficoltà oggettive di gioco ed equilibri,di cui ovviamente sono l’unico responsabile,e qualche “disgrazia” al momento giusto ,a volte anche provocata da noi stessi,hanno tolto fiducia e positività. Analizzato lo stato delle cose faccio però una considerazione su me stesso e riconosco in me più qualità nel navigare in un mare agitato che nel mare piatto in una giornata di splendido sole. Questa è stata in passato, una qualità non mia, ma dei miei UOMINI e ci ha fatto rimbalzare da situazioni complicate. Anche ora serviranno più gli UOMINI dei giocatori e gli UOMINI in questa squadra ci sono e chi ha dubbi non è mai venuto dal martedi al sabato al palazzetto. Comunque accetto, ed accettiamo, professionalmente tutte le critiche,quelle competenti ma anche quelle istintive dettate dalla rabbia del risultato. Accettiamo anche quelle superficiali ma genuine del tifoso deluso come e con noi. Accettiamo anche le sentenze di chi millanta di conoscere la verità ma in realtà ne è palesemente lontano anni luce e di coloro che seguono la direzione del vento come bandiere. Vi assicuro però che per queste ultime due categorie quest’anno non ci sarà spazio sul carro dei vincitori. Ovviamente, se mai ci sarà…quel carro.
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| PIANETA FORTITUDO |
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Scritto da Luca Corpaci
Venerdì 13 Novembre 2009 21:33 |
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 Riponevamo molte aspettative sulla trasferta di Siena.Una eventuale vittoria sarebbe stata la quarta nelle ultime cinque partite,saremmo andati in positivo con la media inglese,la classifica avrebbe ricevuto una bella spinta verso l’alto ed avremmo con tutto ciò acquisito molto a livello di autostima e consapevolezza. Invece torniamo a casa con una pesante sconfitta che ci costringe a ripartire da zero nella rincorsa di quella continuità che al momento evidentemente non abbiamo. Tra l’altro, andando ad analizzare la partita anche a mente fredda non posso non considerare il fatto che la Fortitudo dei primi due quarti è stata la migliore della stagione. Eccellente circolazione della palla con coinvolgimento di tutti,pericolosità dentro l’area ma anche dal perimetro,difesa aggressiva e tutto sommato continua,pochissime palle perse (due..),nessun problema di falli vista la distribuzione del minutaggio ed un inerzia che sembrava dalla nostra. Risultato?Meno uno all’intervallo!!!Le nostre percentuali non buone (ma le percentuali vanno e vengono!!)ed i meriti di Siena che è rimasta attaccata alla partita anche nei momenti di difficoltà non aveva dato a livello di punteggio il giusto risalto alla nostra buona partita. Al ritorno in campo, dopo un break subito nei primi minuti ci siamo ritrovati di nuovo attaccati a Siena,sul meno due, a meno di tre minuti dalla fine del terzo quarto. Da li in poi due minuti di black out totale ci ha fatto finire il terzo quarto a meno quattordici!!Ultimo quarto da dimenticare, per mancanza di lucidità, che ha portato a far confusione e in attacco e in difesa. Ora ricominciamo da capo,cercando di trovare maggiori certezze e continuità di gioco ripartendo dai primi due quarti di Siena e tenendo in grande considerazione il fatto che già in diverse occasioni abbiamo sprecato il frutto di un buon lavoro con qualche minuto di assoluta follia. Sento dire,a nostra parziale giustificazione,che abbiamo affrontato,a parte Barcellona,le migliori squadre del campionato e se la classifica dice questo dico anche che mi venga a dire qualcuno che le partite con Santantimo,Matera,Potenza in casa o Sansevero e Ruvo fuori possano essere considerate delle formalità. La verità è che il campionato è durissimo per tutti e non c’è squadra che domenicalmente abbia fatto passeggiate con alcuno. La forza morale oltre che tecnica delle varie compagini darà alla lunga una spinta in più e conto di riuscire a trasmettere alla squadra quello spirito e quella perseveranza che alla lunga ci darebbero sicuramente soddisfazioni. |
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| PIANETA |
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Scritto da Luca Corpaci
Venerdì 06 Novembre 2009 22:31 |
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 Eravamo molto preoccupati per la trasferta di Perugia.Andavamo ad affrontare una squadra entusiasta per l’ottimo cammino fin qui percorso,miglior attacco del campionato e, forse, la squadra o per lo meno una delle squadre più fisiche del torneo. Sicuramente non il massimo per noi che senza Pennisi perdiamo un bel po’ di chili e che venivamo da una amara sconfitta casalinga con Ferentino.Sconfitta che poteva lasciare sicuramente qualche strascico negativo nelle nostre teste. Invece la partita è cominciata bene. Non esattamente bene a livello di punteggio sabato sera a Perugia visto che il primo parzialino è stato di sei a zero per loro ma bene perché il martedi alla ripresa degli allenamenti c’era sicuramente un’atmosfera costruttiva,fatta di concentrazione,di solidarietà,voglia di riscatto. Spesso il martedi ricordo ai miei giocatori che la partita del week end successivo è già cominciata. Sono convintissimo che l’organizzazione,ma anche lo spirito e l’atteggiamento che una squadra porta in partita nasce durante la settimana e nel consueto sms prepartita inviato al presidente mi ero sbilanciato dicendo che in settimana si era lavorato bene e che le sensazioni erano positive. Il buon lavoro svolto e la preoccupazione di affrontare,rimaneggiati, una squadra in salute ci avevano preparati mentalmente ad affrontare una match in cui sapevamo che difficilmente sarebbe filato tutto liscio dal primo all’ultimo minuto. Probabilmente grazie anche a questo siamo rientrati in partita dopo aver subito dei mini break almeno 4-5 volte. Eravamo disposti a soffrire e non abbiamo mai mollato. Abbiamo creduto nel nostro gioco senza eccedere in istintivi personalismi e abbiamo vinto di squadra, partendo da una difesa solida e costante per tutti i quaranta minuti e distribuendo le responsabilità in attacco. Ora sotto con Siena,ancora in trasferta,che ha espugnato Palestrina, alla prima sconfitta stagionale.
Nel frattempo domenica è stato esonerato Antonio Paternoster,allenatore del Potenza,dopo aver fatto soffrire Barcellona in Sicilia ed aver inferto la prima sconfitta della stagione alla capolista Ferentino.Avendolo apprezzato come compagno al corso allenatore nazionale di qualche anno fa me ne dispiaccio conoscendo il suo equilibrio, la sua preparazione,passione ed umiltà. Do,di contro, il benvenuto a Cece Ciocca, che ne ha preso il posto,che invece ho apprezzato come preparatissimo istruttore al corso allenatori d Bormio e al quale in estate ho “rubato” qualche consiglio essendo lui ormai un veterano della A dilettanti. Ad Antonio l’augurio di avere al più presto un’altra e più serena chance e a Cece un grosso in bocca al lupo per la sua prima esperienza nell’affascinante girone del sud. |
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| TRARRE BENEFICI ANCHE DALLE DIFFICOLTA' |
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Scritto da Luca Corpaci
Giovedì 29 Ottobre 2009 21:37 |
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 Seconda sconfitta in casa su tre partite ed abbiamo già vanificato la bella impresa di Molfetta che viene tra l’altro ancor più valorizzata dalla vittoria fuori casa della stessa Molfetta a Sansevero.Il campionato ci sta mettendo a dura prova e, molto per nostre colpe, ma anche con la spintarella di un po’ di malasorte ci ritroviamo a riprendere la settimana con un po’ di peso in più nelle nostre teste. Per la seconda volta infatti il ferro ci sputa fuori all’ultimo secondo il pallone decisivo tra l’altro preso in condizioni ottimali e ad alta percentuale. Ma pur considerando che a volte gli episodi possono modificare di molto la classifica e noi ne siamo un chiaro esempio, va pure detto che gli aspetti che avremmo dovuto affrontare e gestire meglio, ossia quelli tecnici, tattici e di atteggiamento dipendenti da noi e soltanto da noi, hanno di gran lunga influito sui risultati ben di più del destino avverso. Tra l’altro, quelli citati sono aspetti che noi possiamo direttamente modificare e migliorare mentre sulla sfortuna, il fischio contrario, certi infortuni o… le “calamità naturali” non siamo sicuramente in grado di intervenire. Guardando il bicchiere mezzo pieno va apprezzata sicuramente la reazione e la solidità difensiva dimostrata dal secondo quarto in poi oltre alla buona prestazione a rimbalzo, aspetto su cui avevamo lavorato a livello di responsabilizzazione di squadra dopo l’infortunio che ci ha tolto un importante riferimento come Pennisi. Il fatto poi, che durante queste partite giocate senza il nostro pivot titolare, abbia dato consapevolezza ed autorità a Rotondo, dimostra come spesso un infortunio, se da un lato toglie molto ad una squadra, dall’altra fa si che un giocatore prenda maggior fiducia ed è proprio il caso di Paolo che sicuramente si è guadagnato la stima dei compagni tanto da poter essere considerato un sicuro riferimento in attacco. Adesso si va a Perugia contro la squadra che finora ho visto giocare meglio, poi saremo di nuovo fuori casa a Siena, Santantimo in casa e Barcellona ancora fuori. A guardare il calendario c’è da stare preoccupati. Proprio per questo ho detto ai ragazzi di non guardare più in la del prossimo…allenamento. Tutta la nostra concentrazione deve essere infatti indirizzata al miglioramento. Se al contrario penseremo a cosa ci aspetta, a cosa sarebbe stato o se ci faremo travolgere dalla “tristezza” per la seconda sconfitta in casa perderemo di vista l’obbiettivo principale che è semplicemente quello di fare al meglio quello che dobbiamo fare. Troppo spesso infatti le sconfitte generano altre sconfitte proprio perché una squadra non riesce ad affrontare i momenti negativi in modo lucido. Riuscire a farlo da sicurezza, personalità e forza morale ad un gruppo. E’ sicuramente più facile allenarsi bene dopo delle vittorie ma chi riesce a farlo anche nei momenti difficili ne trae benefici che poi ti accompagnano per tutto il tuo cammino… |
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