| LE PAGELLE DI FORTITUDO - MATERA |
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Scritto da Villa Garibaldi
Mercoledì 16 Dicembre 2009 11:41 |
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 LE PAGELLE di Villa Garibaldi AGRIGENTO Virgilio – rientra dopo due partite, i bollettini medici lo davano per guarito, e in effetti finchè sta in campo corre benino, dispensando un paio di assist al bacio e mettendo dentro due triple. Poi nel finale si stira di nuovo, segno che probabilmente la guarigione non era ancora completa. Peccato. 6.5 Anello – solita partita generosa, gran movimento, qualche sbavatura nella lettura dei giochi e percentuali bassine: un piccolo passo indietro rispetto a Ruvo, ma sempre dentro la sufficienza piena. 6 Di Simone – pochi minuti senza incidere sull’andamento della gara in una fase molto sofferta. S.v. Cardillo – prestazione maiuscola del sannita, in difesa come in attacco, confermata dal 30 di valutazione. Segna 18 punti, con 10/12 dalla lunetta, carica subito di falli la difesa materana mettendone a nudo i problemi, ed è sempre il primo a ricucire gli strappi avversari. Di gran lunga il migliore in campo. 8 Caprari – anche lui sfiora il ventello, non sempre preciso come ci si attende da una vecchia volpe come lui, ma i numeri dicono che senza i suoi punti non si va da nessuna parte. 7 Pennisi – ancora una volta il gladiatore del Queensland lascia il segno con una bella prova lontano dalla palla e buone percentuali di tiro. Altra storia i tiri liberi, ma quello sembra più un problema da psicoterapia che tecnico, e per fortuna stavolta il pubblico non infierisce, lasciandosi anche andare ad un urlo liberatorio quando, dopo cinque lisci, Big Foot riesce a centrare la retina. 6.5 Rotondo – prestazione insufficiente, più per palese insicurezza che per veri limiti. Solo nel finale, quando dall’altra parte i centimetri calano di botto, si fa vedere con maggiore determinazione. 5.5 Giovanatto – Non è la sua serata migliore, però apprezziamo il vederlo duellare spesso sotto canestro, cosa che un 4, seppur atipico, non deve mai mettere da parte in un torneo come questo. 6 Raneri e Moncada – ne MATERA Amadori – lavoro difensivo, pochi minuti spesi al servizio della causa. 6 Gilardi – ha recuperato abbastanza rapidamente la condizione. Solito play coraggioso, non sempre assistito dai suoi, ed è lui che sino all’ultimo tiene in gioco una squadra con grossi problemi d’organico. 7 Gergati – cresciuto pochino, rispetto alle sue prime apparizioni in B1 (una manciata di gare a Ribera), che già non erano risultate un granchè. Un vero spreco, questo giovane varesino che sta chiudendo la fase under senza mai riuscire ad esprimere il suo talento. 5 Provenzano – parte fortissimo dall’arco e tutto sommato fa la sua buona gara, cedendo solo nel finale quando la benzina del team materano è ormai finita. 6.5 Longobardi – Madonna santa! Il veterano di mille battaglie che chiude con 1/10 da tre, per di più con tiri quasi piedi a terra, è la vera nota stonata di una squadra scesa con tanti problemi e una sola certezza: i suoi punti. Mancati. E non solo quelli. 4.5 Maestrello– completamente annullato dalla difesa girgentana nei primi due tampini, risorge nel finale con un paio di triple che tengono a galla il risultato sino al minuto fatale. Fa vedere solo a sprazzi di cosa è capace, se in serata, ma non era, appunto,la sua serata migliore. 6 Lovatti – il figlio d’arte col cognome pesante: anche per lui qualche minuto senza particolari acuti. S.v. Hassan – di fisico e coraggio ne ha da vendere, questo diciannovenne mandato all’università della B1. Il suo unico canestro tiene col fiato sospeso il palagiglia sino all’ultimo, e quando Matera perde il suo unico lungo non ci pensa due volte a prenderle e darle sotto canestro. 6.5 Grappasonni – Infortunato ormai cronico, entra per dare un po’ di respiro a Candido ma dura pochissimo, poi torna zoppicando in panchina e lì rimane. Sv Candido – è l’unico pivot di ruolo ma mangia sulla testa dei pari ruolo avversari per buona parte della gara, poi i falli lo mandano sotto la doccia quando resta ancora troppo tempo per cercare di non far girare il verso della partita. Finchè è in campo, però, sono cose turche per la Moncada, nonostante Big Foot riesca spesso a tenerlo lontano dal rimbalzo. 7.5 Giudizio finale. Due punti importanti contro una pari classifica e zona play off di nuovo vicinissima: è questa la vera nota positiva, successo a parte, per il resto la squadra esprime solo in parte il gioco pensato dal suo coach, e, cosa strana, continua a mostrare una palese insicurezza quando gioca a Favara. Chissà che questa vittoria non sia il segno di una svolta, mentale prima ancora che tecnica. Bravissimo e umile, come sempre Cardillo, classico 3 tuttofare dai risultati sempre più sorprendenti (ma fino ad un erto punto). Peccato per Virgilio, ma in un torneo lungo e difficile anche gli infortuni vanno messi in conto. |
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| LE PAGELLE DI FORTITUDO - POTENZA |
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Scritto da Villa Garibaldi
Lunedì 30 Novembre 2009 18:39 |
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 PAGELLE DI VG
AGRIGENTO
Anello – Un paio di errori nel finale non abbassano più di tanto il nostro giudizio: alla prima chance il panormita fa vedere buoni numeri e supera di slancio la doppia cifra. Non basta ad evitare il tracollo, però è dimostrato che senza minutaggi e fiducia il suo processo di crescita non potrà che ritardare. 6.5
Paparella – inizia bene, poi prende una botta alla spalla e di fatto la partita per lui si chiude in anticipo. Peccato, anche se rimane la spiacevole sensazione che la mano (vuoi per insicurezza, vuoi per pura sfiga, vedi numeri) non sia più quella di inizio torneo. 6
Di Simone – “Magia…mistero…apparizioni…sparizioni…” Mister Tarocc’O’, con l’accento sulla Q”, ovvero uno dei tanti personaggi di Drive In, avrebbe sintetizzato così la sua performance: appare per magia, e per magia scompare. Si fa presto a dire che forse la taglia della A dilettanti per il capitano è eccessiva, però se non gioca, di fatto, come si fa a dirlo? S.v. (P.S.: è la seconda volta che cito Drive-In: nostalgia della tv di una volta o nostalgia della pallacanestro, di una volta? Nn l’ho ancora capito…)
Cardillo – corre, salta, si sbatte, nel finale inietta un po’ di fiducia alla squadra con un paio di canestri, ma anche qui siamo un passo indietro rispetto alle precedenti prestazioni. 5.5.
Caprari – San Lello Patti fa il miracolo, incerottandogli la caviglia appena distorta, e pur confermando di non essere un mostro in difesa fa il suo. Pochi tiri, una discreta striscia, ma il nostro giudizio sul suo impiego rispetto alla gara con Sant’Antimo, non cambia. Se hai una pistola a sei colpi la devi caricare con sei pallottole, non con tre… 6
Pennisi – fa 2/8 dalla lunetta, che al mio paese fa 25%, però i tiri che si prende (e sottolineo “si prende”) non li sbaglia, e in più picca e rolla che è un piacere. Provoca il doppio antisportivo di Maioli (il secondo molto generoso) spedendolo anzitempo sotto la doccia, ma anche qui non ne approfittiamo. Ci fosse almeno qualcuno in grado di passargli la palla forse, dico forse, rivedremmo il Pennisi di Patti. 6 (PS: Auguri per il bebè in arrivo, David!)
Rotondo – Sprazzi di talento, ma troppo impreciso e discontinuo e a disagio contro i lunghi che fanno i pendolini, e si vede. Quando esce Maioli, e Ciocca si ritrova Ruggeri (con la fascite) e Antrops (che è tutto fuorchè un lungo), penso: è il momento di Paolo. Niente, stavo sognando. Al Potenza basta il lavoro sporco di Vetrone per dire “qui non si passa”. 5
Giovanatto – l’unico a tirare e segnare con continuità, anche se in difesa si lascia coinvolgere dalla sera decisamente storta della squadra. Purtroppo le sue ultime frustate arrivano a frittata già fuori padella. Ma è in striscia, lo conferma l’ennesimo ventello, speriamo che la riscossa parta da questa certezza, una delle poche. 6.5
Raneri – sv-
Portannese – sv (purtroppo era il piccolino, quello di 16 anni, non l’altro che gioca a Siena…in bocca al lupo, Andrea!) Potenza
Fazio – Mi dicono bene di questo ragazzo, ma non sono il suo coach: evidentemente non è ancora il suo momento. S.v.
Labella - sarà anzianotto, sarà uno senza grandi numeri nelle mani, però gli consentono di giocare ai suoi ritmi e i risultati sono devastanti, specialmente quando dall’altra parte finisce la benzina e la zone press lascia spazio all’agilità dei piccoli. Gran passatore, gli fanno fallo con la paletta bonus alzata e fa il 7/7 che serve, eccome, alla causa di Cece Ciocca. Per noi il migliore. 7.5
Ruggeri – Uno dei superstiti della Marr dei primi anni ’90: non doveva nemmeno giocare (fascite plantare, io l’ho avuta ed è una brutta bestia), e invece chiude con i suoi soliti numeri. Sarà forse per l’appoggio doloroso che si trasforma da subito in cecchino? 7
Rato – Il piccolo reggino, ora ingrigito rispetto ai tempi di Patti, viene tenuto in panchina per buona parte della gara: la terza serie è un po’ larga anche per un cecchino come lui, però quando entra la difesa avversaria è già sgonfia e lui piazza due colpi micidiali (b+t e una tripla delle sue) e probabilmente decisivi. Per la gioia di chi da dieci anni in Lucania apprezza la sua umiltà e le sue doti balistiche. 6
Antrops – inizia molto bene, stile Trapani, poi si innervosisce e un tecnico in uscita consiglia Ciocca di tenerlo a lungo in panchina. Al rientro meriterebbe di essere fucilato per due clamorosi errori da sotto, ma quando si tratta di mettere dentro la zampata del knock out c’è. Sempre molto bello da vedere, comunque. 6
Maioli – ne dicevano peste e corna, invece, finchè sta in campo, tiene più che discretamente e infila anche un 3/3 (qui dovremmo chieder conto ai nostri, ma fa nulla). Un doppio antisportivo (il primo sacrosanto, il secondo molto meno, tanto che all’inizio Big Foot aveva pure alzato il braccio pensando di essere il colpevole) lo spedisce anzitempo sotto la doccia. 6
De Bartolo – è un ’89, sapevamo poco sul suo conto e quel che abbiamo appreso è stato a spese nostre. Si muove con grande autorità, legge bene i giochi e si prende le sue brave responsabilità e grida “presente!” nel plotone di esecuzione finale. 15 punti con 5/8 in 21’: cosa chiedere di più ad un ragazzo di 20 anni, seppur di scuola Siena? Forse un Lucano? 7
Carrichiello – lavoro sporco per un esterno molto solido e per questo più impegnato nel lavoro di cappa e spada (però se tira la mette dentro). Cresciuto lentamente rispetto agli anni da under, ma serve alla causa. 6
Vetrone – anche lui andrebbe picchiato per il 25 % complessivo (dal campo e dalla linea), ma si adatta a fare il lungo quando Ruggeri viene tenuto prudentemente in fresco, difendendo benino, e alla fine riesce persino a siglare la tripla del knock out. E’ un ’87, non dimentichiamolo. 6
Santamaria – ne
Giudizio finale: Potenza sa che senza Virgilio è una Moncada normale e ne approfitta. Regia ordinata di un Labella in crescita e ottima tenuta mentale e fisica sino alla fine: pensavamo che al di là della classifica ci fosse dell’altro e avevamo ragione. In casa Moncada invece ci si adegua ai ritmi avversari, ed è l’errore più grave. D’accordo, non c’era Virgilio e se la fortuna è cieca la sfiga ci vede benissimo, lasciando contuso il Papa da subito Però non abbiamo capito la zone press con la spia rossa già accesa: lascio a chi ha allenato squadre di pallacanestro il compito di spiegarcelo. A calcio funziona diversamente, è ovvio. E a proposito di calcio, quello ricevuto ieri è stato micidiale: a prescindere dal risultato e dalla partitaccia, mi ha colpito l’atmosfera cupa e rassegnata del dopo gara. Serve una bella scarica elettrica ad un ambiente duramente provato dall’impatto con un torneo che, come avevo già ricordato, non perdona nulla. Un appunto alla tifoseria: chi paga il biglietto ha il diritto di fischiare, sia chiaro. Però, e accadeva anche trenta-trentacinque anni fa con l’Akragas di Michelotti (praticamente ieri), passare dagli altari alla polvere, dagli applausi ai fischi, è troppo facile. Forse in tanti, in troppi, stanno (stiamo) dimenticando che appena quattro anni fa si stava in C2, a giocare con Adrano e Paceco. Cerchiamo anche qui un maggiore equilibrio tra critiche e vicinanza alla squadra.
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| LE PAGELLE DI.. FORTITUDO SANT ANTIMO |
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Scritto da Villa Garibaldi
Lunedì 16 Novembre 2009 13:51 |
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 LE PAGELLE di Villa Garibaldi
AGRIGENTO
Virgilio – non saprei cosa pensare: lascia il segno soltanto, facendo anche male, quando gioca da Virgilio, il che accade di rado,vuoi per le contromisure avversarie, vuoi perché le consegne sono diverse dal passato. Il risultato è al di sotto della sufficienza, nonostante gli undici punti e un paio di assemblaggi con Pennisi non male. 5.5
Anello – sacrifici difensivi discreti, è quello che gli si chiede e gli riesce pure benino, anche perché al ragazzo non difetta certo il coraggio, però tira poco e chiude con un virgola che è un passo indietro rispetto all’inizio del campionato: sono trascorse poche giornate ma sembra già Pleistocene… 5.5
Paparella – alti e bassi, in attacco come in difesa (ove paga dazio alla maggiore fisicità dei piccoli campani), per il gaucho de noantri. Chiude in doppia cifra, giocando dei discreti pick and roll che gli procurano spazio per tiri facili, però casa non ci prende dall’arco (0/3), a conferma che deve ancora masticare bene la categoria per restarci da protagonista. 6
Di Simone – il capitano parte a sorpresa in quintetto, buon recupero con schiacciata illusoria, poi quando Foglia mette entro il secondo lungo va in panca e ci resta. Sufficienza piena per la generosità di quei pochi minuti. 6
Cardillo – prestazione sinusoidale, alterna cose da manuale del basket ad amnesie dettate forse dall’emozione, visto che si ritrova avversario il team che lo ha lanciato in terza serie. Però nel finale piazza la tripla dell’ultima illusione, la più amara, e in difesa si sbatte che è un piacere. Un antisportivo evitabile non cancella l’impressione che di questo ragazzo Corpaci non possa fare proprio a meno. 6
Caprari – 3/8 da tre, 9 punti, quando è servito bene la mette dentro, e le forzature spesso sono figlie di una cattiva circolazione di palla. Poteva fare di più, indubbiamente, e potevano fargli fare di più. 5.5.
Pennisi – gioca da gladiatore e nonostante l’assenza di Rotondo se la cava bene, concedendo pochissimo sotto canestro. Pochi tiri e zero errori, però ha un ottimo tiro dal post alto e nessun gioco che lo inviti ad utilizzarlo, uno spreco che solo la generosità di Mr. Crocodile Dundee fa passare in secondo piano. Poco o nulla può quando i piccoli di Sant’Antimo gli passano davanti e dietro, non è da lui che ci aspettiamo i miracoli. 7
Rotondo . non entrato, pare per una contrattura al femorale, e la sua assenza è stata pagata ad un prezzo sin troppo caro.
Giovanatto – la miglior partita di Michelone dall’inizio del campionato. Chiude con un bel ventello, 6/9 dal campo e il 100% ai liberi, e quando gli concedono spazio sul perimetro lo sfrutta appieno. Più 3 e mezzo che 4, però va anche a prendersi qualche legnata e un paio di rimbalzi in attacco: fosse un punto più reattivo in difesa parleremmo di altro. 7.5
De Gregorio . ne
Coach Corpaci – (Da Wikipedia) – “quello che caratterizza i leader è che possono influenzare gli altri nel gruppo più di quanto siano influenzati loro stessi”. E qui mi fermo. Il suo limite è più caratteriale che sostanziale, ma la sostanza a volte è condizionata dal nervosismo, spesso inutile, e dalla capacità di riflessione. Ora, spero che Luca rifletta su un dato in apparenza secondario, ovvero il farsi affibbiare un tecnico praticamente negli spogliatoi per una protesta magari giustificata ma incomprensibile, visto che ormai il canestro di Cantone era stato dato buono e l’unica cosa da fare era discutere e ragionare con i suoi. Il dato secondario (che è costato quattro punti secchi, ovvero lo scarto finale…d’accordo, questione di lana caprina ma ne ho tanta da trasformarmi in capra girgentana, cosa buona, a parte le corna che non credo – spero- di avere…) non fa dimenticare un gioco espresso solo a sprazzi dagli uomini che lui stesso a voluto con forza. Mancava Rotondo, è vero, ma Sant’Antimo sotto canestro non è il massimo, e nell’ultimo mezzo minuto bastava urlare di non far fallo su Sentenza Gizzi per gestire meglio un finale gestito, al contrario, in maniera pessima. Spiace per Luca, del quale ho stima, ma stavolta non me la sento di sposare, per l’ennesima volta, la causa del coach, “tanto la gara la fanno i giocatori”. 4.5 (mezzo in meno per il tecnico che mi/ci ha mandato in bestia e ha fatto ridere quanti erano in streaming…). P.S. meglio di lui fece Nanni Di Giovanna, che espulso durante Brindisi-Fortitudo nel ’90 si appostò negli spogliatoi degli arbitri e ne stese uno con un montante alla Foreman. Queste, sono soddisfazioni…ma quello era il medico sociale, dimenticavo.
SANT’ANTIMO
D’Orta – ne
Politi – ha messo qualche chilo, e si vede dalla corsa goffa, però fa il suo e alla fine il suo lavoro sporco da lungo navigato sarà determinante, anche perché condito da una decina di punti. 6.5
Compagnone – ne
Petrazzuoli – lavoro oscuro e tanto correre per l’under campano, con preziosa acqua portata al mulino di Foglia. 6
Valentini – gioca spesso da 3 e da 4, lui che è tutto fuorché un mezzo lungo, e pur non muovendosi come una Lamborghini si ritrova spesso sol soletto a canestro. Bravo a muoversi senza palla o difesa di Agrigento un po’ troppo presa da Gizzi??? 6
Vico – giocatore molto elegante e sicuramente sottovalutato. In difesa regge benissimo, in attacco qualche sparata a salve che toglie poco ad una gara ben oltre la sufficienza. Quando nel torrido finale c’è da chiudere le linee di passaggio è sempre pronto a rispettare le consegne. 6.5
Gatti – altro elemento sottovalutato. In realtà lui, come e forse più di superMike, alla fine è il match winner, non tanto e non solo per il buono più tiro rimediato a quattro secondi dalla fine, quanto per l’autorità con cui ha tenuto il campo per tutta la gara. E la mano non gli trema mai, nemmeno quando firma dalla lunetta la stecca finale. Sant’Antimo mancherà forse di ali forti degne di questo nome, ma grazie a Simone e anche agli errori dei nostri nessuno se ne è accorto. 8
Gizzi – “L’unico giocatore, l’unico terminale, l’unico, bla bla bla…”. Mike è unico, e la Moncada si preoccupa talmente di escluderlo dai giochi d’attacco che si ritrova sotto con i punti “degli altri”. Poi, calato il livello della tanica energetica avversaria, Mike prende a sportellate chiunque, sfiorando ancora una volta il trentello con un paio di numeri paurosi. E sarebbe un mangiapalloni, uno che chiude con 7/11 e il 100% dalla linea? 8
Savarese – ne
Cantone – corre un po’ da impedito, sbaglia qualche tiro concesso con troppa disinvoltura da Virgilio e compagnia bella, ma compensa l’imprecisione con una regia abbastanza ordinata. Una tripla a ridosso del riposo lungo (con i nostri a fare le belle statuite) manda in bestia Corpaci e anche noi, che ancora crediamo al termine “concentrazione”. 6
Coach Foglia – viene dalle giovanili e ha un po’ di gente giovane e di discreto talento da far crescere. La risposta è buona, anche se non sempre precisa, e quando nel finale (77-74 con 32” da giocare) sente il terreno mancargli sotto i piedi non si perde d’animo, sfruttando due time out tenuti saggiamente da parte. I suoi rispondono facendo perdere la testa agli avversari, ergo lo ascoltano, e questa, aldilà di una vittoria su cui pochi avrebbero scommesso (il sottoscritto per primo), è senza dubbio per lui una enorme soddisfazione. Avesse anche un bel 4 di ruolo dormirebbe sogni un po’ più tranquilli, perché a Gizzi puoi chiedere tanto, ma non di giocare sotto. 7.5
ARBITRI: Colasanti e Caforio. Tutto sommato non dispiacciono, e in pochi nello staff Moncada saranno d’accordo, però uno dei due, non ricordo chi, prova in tutti i modi ad evitare il tecnico a Corpaci (già richiamato in partita) quando già si era negli spogliatoi. Roba mai vista, almeno dal sottoscritto. A chi obietta che forse il fallo finale su Gatti non c’era, rispondo che, rivedendolo, anche il tuffo di Virgilio a contatto con Vico (quello che poteva mandarci all’overtime) è stato sanzionato con grande generosità, e prima ancora Paparella era stato graziato per un sandwich (mi pare con Cardillo) su Cantone (mi pare fosse lui). Insomma, perdere in casa con Sant’Antimo e aggrapparsi alle sviste, vere o presunte, degli omini in grigio, mi sembra comunque un pessimo approccio ad una categoria che, come visto, non perdona nulla. 6
Giudizio finale. Il buon Ezio Greggio ai tempi di drive-in avrebbe detto “tavanata galattica”. A parte l’assenza di Rotondo, decisiva indubbiamente, non c’è stata, se non a sprazzi, una vera idea di gioco, e anche stavolta ci si è tenuti a galla con la buona serata dell’amico di turno (Giovanatto). Non sta a noi spiegare o capire il perchè, manca solo questo, però, se può starci perdere con Ferentino, lasciare due punti ai campani grida vendetta. I giovanotti di Sant’Antimo (che forse ancora oggi non riescono a credere in tanta grazia ricevuta, avranno cantato “Viva Viva Sand’Eusebio, con la d?) meritano rispetto, e soprattutto confermano che in questo torneo il confine tra la gioia e la disperazione è più sottile di quanto temuto.
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| PAGELLE DI... FORTITUDO-FERENTINO |
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Scritto da Villa Garibaldi
Martedì 27 Ottobre 2009 10:33 |
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 Le Pagelle di Fortitudo Moncada Agrigento – FMC Ferentino
Agrigento
Virgilio – Tra i protagonisti della tragica imbarcata del primo quarto, poi da’ il suo contributo nella lotta di cappa e spada successiva, ma non è in serata, e la regia e le soluzioni di tiro (compreso quello sciagurato traversone nel minuto finale) rispecchiano questa impressione. D’accordo, non è più il Virgilio di Trapani, ma francamente ci aspettavamo molto, molto di più. 5
Anello – Non concede molto spazio a Calbini, difende pulito, mette dentro anche un paio di canestri ma senza trovare un tiro dall’arco. E’ giovane e bravo, ma è già da due partite che è meno determinante del solito, e non certo colpa sua. 6
Paparella – Zaccariello se lo mangia vivo nel primo quarto, poi quando la partita cambia fisionomia c’è anche lui, ma tira poco e male, bruciando un paio di falli inutili che lo spengono. Non malaccio, a volere essere pignoli, ma passare dal 6/8 da tre di Molfetta al virgola con 0 su 5 complessivo lascia basiti. 5
Raneri – n.e.
Di Simone – ne (Postilla: neanche un minuto? Niente? Boh…)
Cardillo –Si spacca i fondelli facendo di tutto di più, meritando il nostro piccolo riconoscimento di migliore in campo. E la beffa, in tutto questo, è che ancora una volta il migliore in campo si prenda, fallendolo, l’ultimo tiro (quello del possibile overtime): è Marco Cardillo, non Padre Pio. 6.5.
Caprari –– Direte che sono ingeneroso, però è il secondo tecnico che becca in casa. Arbitri fiscali? Può darsi, però non gli bastavano tre quarti di partita per capire che con Bramante non c’era molto da scherzare? Da’ il suo onesto contributo in difesa, ma per sopperire al gap fisico della sua squadra deve giocare spesso da guardia pura, il che senza la giusta spalla è cosa che gli riesce ad intermittenza. Un paio di errori da matita blu (tiro da tre piedi a terra, sottomano facile e tiri liberi sbagliati) parzialmente compensati dalla doppia cifra. 5.5
Rotondo –Altri 15 punti, tanto per gradire, uno stoppone che Ochoa ancora fa “ahi ahi”, bravo anche negli aiuti. Cosa chiedere di più ad un ventenne in assenza di Big Foot? 6.5
Giovanatto – Fa il suo, ma se non ha il tiretto buono da 7 metri non morde tanto, e questo lo capiscono bene pure i pari ruolo di Ciociaria. Rifila una stoppata da manuale a Bonaiuti quando quello è ormai cotto, ma anche qui rischiamo di ripeterci: troppo poco per uno come lui. 5.5
Mayer – Fa il suo esordio stagionale, non sta benissimo, e si vede, ma anche lui, chiamato a fare il 3-4, serve alla causa difensiva, pur non apparendo ancora adeguatamente recuperato. 5.5
All. Corpaci – Senza Piedone l’Australiano prova a bilanciare centimetri e chili giocando spesso con quintetti da guerra. Nonostante la partenza disastrosa il gioco tutto sommato gli riesce, visti i risultati e l’asfissia a cui porta gli avversari, ma l’ultimo periodo riferisce che il progetto non arriva sino in fondo, ed è un peccato perché, a parte il nervosismo per una direzione arbitrale non impeccabile (ma con cazzate abbastanza bipartisan), dimostra di sapere condurre la barca anche in bilico su onde da tsunami. 6 FerentinoCalbini – parte dalla panca, l’ex pesarese: il solito Calbini che riesce a passare la palla anche in condizioni precarie, tirando poco e solo quando serve (dei miseri 6 punti del terzo quarto, 4 li fa lui in fotocopia) – 6
Metz – pochi minuti, con esclusivo lavoro di muratura. Gli scappa un paio di volte Caprari, ma resta un buon elemento in prospettiva. 5.5
Circosta – Lavoro di cucina, non condito dai punti, ma non gli era richiesto, e ottima difesa spesa nella parte più delicata del match quando la Moncada si rifà sotto – 6
Bonaiuti – Secondo noi il migliore. Non risparmia energie, anche con la bava alla bocca mantiene la necessaria lucidità, e non si perde d’animo quando il ferro gli sputa fuori canestri già fatti. Con Ochoa e Modica fuori fa il 4 e spesso anche il pivot, come da professionista ideale per questa categoria. 6.5
Zaccariello – Parte sparato (13 punti nel primo tempino), poi la difesa di Agrigento lo costringe ad adeguarsi alla partita più sporca della stagione, e anche con il canestro in bella evidenza non ne mette dentro più nemmeno uno (su azione, uno lo fa dalla lunetta…), il che per uno come lui è abbastanza strano. Ma è una roccia, e i nostri lo soffrono per tutta la gara. 6
Zivic – Solita ala duttile, micidiale se le si lascia il metro, pronto a prenderle e darle in assenza dei due lunghi veri. Doppia cifra abbondante e ottima difesa, specie su Giovanatto che rispetto a lui ha tanti chili e una marcia in meno. 6.5
Modica – Pochi punti, ma bravo a gestirsi nell’ultimo quarto con 4 falli addosso. Quando serve c’è, anche se i falli ne riducono di parecchio il potenziale. 6
Ochoa –– Non è il solito, anche se va al riposo lungo con 3 falli e Friso è costretto a risparmiarlo per il finale. Però è sua quella tripla vincente con le mani in faccia, e forse un mezzo punto in più lo meriterebbe solo per quello. Ma il condizionale è condizionale. 5.5
Pongetti e Guastaferro: non entrati
Coach Friso – Si sveglia bruscamente a fine secondo quarto, ma non è un pirla, quindi sapeva che la festa del primo quarto non poteva durare a lungo. Bravo a gestire la pesantissima situazione falli, anche se va detto che i suoi sembrano molto, molto più bravi nell’autocontrollo rispetto ai nostri. Quando Corpaci depone il fioretto e sguaina il machete non si tira indietro, sacrificando lo spettacolo alla sostanza: i suoi sono chiusi e non segnano, non è vero, ma chiudono e non fanno segnare, come testimonia l’eloquente 17-16 dei secondi 20’, roba da campionato BAM. 6
ARBITRI: Bramante e Dal Bosco – Il secondo fa la comparsa, il primo non fa molto per scacciare i fantasmi dei suoi fischi illiberali degli anni passati a Ribera. Però non si può dire che nei 40’ penalizzi più gli uni che gli altri. Abbiamo visto di peggio, ma anche di molto meglio. 5
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