Il Punto
LUCI ED OMBRE
Scritto da Gerlando Scimè    Martedì 02 Febbraio 2010 15:18    PDF Stampa E-mail
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Non si arresta l’emorragia di sconfitte per la Fortitudo “Moncada” Agrigento, che, nella gara esterna contro la FMC  Ferentino,  subisce la quarta sconfitta consecutiva del girone di ritorno con il punteggio finale di 89 a 71.
La prova che attendeva  i bianco-azzurri non era affatto semplice. Si arrivava, infatti, in casa della terza in classifica dopo il vortice di emozioni che ad inizio settimana avevano scosso l’ambiente Fortitudo, visto il cambio in panchina che chiudeva un’era fatta di vittorie e soddisfazioni ma che terminava con malumori ed inaspettate delusioni.
Arrivava ad Agrigento il coach Riccardo Paolini con la missione di risollevare il morale e la classifica della Fortitudo, liberando l’ambiente dalle paure e dalle difficoltà del momento.
Come spesso avviene in questi casi coach Paolini si è trovato nella problematica situazione di dover, in meno di una settimana, ripartire da zero cercando di dare la propria impronta alla formazione agrigentina e  riprogrammare schemi difensivi ed offensivi secondo le proprie idee di gioco.
Di certo nessuno immaginava che tre giorni di cure fossero sufficienti a guarire la Fortitudo dai mali cronici che, fin qui, hanno segnato e limitato la stagione agrigentina e, ovviamente, cambiare la carta d’identità di una squadra non è impresa semplice. 
Nonostante l’entità del passivo Agrigento ha, comunque, dimostrato di aver recepito il messaggio più volte lanciato in settimana da coach Paolini, ossia dare tutto per ricevere le giuste soddisfazioni.
Nel primo tempo Agrigento gioca una buona partita fino a circa due minuti dalla sirena, compatta in difesa e fluida in attacco. Rispetto alle ultime prestazioni 
si è potuto notare con evidenza una maggiore velocità in attacco, soprattutto nelle ripartenze dalla linea di fondo, ed una più logica scelta delle soluzioni offensive che ha permesso di ridurre le percentuali delle palle perse e degli errori sotto canestro. È evidente che giocare contro una difesa in recupero piuttosto che schierata consente una più semplice gestione della palla e riduce la possibilità di trovarsi costretti, allo scadere dei 24 secondi, ad effettuare giocate poco lucide, perché dettate dalla fretta, e spesso improduttive.
La maggiore reattività ed i  migliorati tagli sotto canestro permettono poi di  riappropriarsi di un importante bacino di punti fin qui spesso dilapidato.
Dopo la pausa lunga, però, ricompaiono i fantasmi del passato, la difesa mostra ancora alcune lacune e gli avversari riescono a segnare con costanza dalla linea dei tre punti ed a scavare un buon margine che li condurrà alla vittoria finale.
 Agrigento deve ancora lavorare sulla tenuta mentale e fisica dell’intera gara e soprattutto sulla capacità di reagire ai momenti di difficoltà che nel corso di un match possono incontrarsi. Le scelte in difesa continuano ad essere poco efficaci, soprattutto perché non mettono pressione sugli attacchi avversari che con troppa facilità riescono a trovare la soluzione vincente, spesso dalla lunga distanza.
Certamente la sfida contro Ferentino non rappresentava la migliore occasione dalla quale ripartire, vista la difficoltà del match e considerate le importanti defezioni nel roster bianco-azzurro, privo di Marco Caprari, costretto a rimanere in albergo a causa dell’influenza, e con un Marco Cardillo  non al top, rimasto in settimana lontano dal vivo degli allenamenti. 
Adesso il calendario prevede una doppia sfida casalinga contro Perugia e Siena e, se la Fortitudo vuole risorgere, si tratta di occasioni da non mancare.
Da sottolineare infine la prestazione di Davide Virgilio che, al rientro dopo lo stop forzato, sfodera un’eccellente prestazione equiparabile a quella vista nel “derby” dell’andata contro Barcellona  ed arricchita da 21 punti e 6 rimbalzi. Il tempo dirà se Agrigento abbia trovato o meno il suo leader. 


 

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