| AD UN PASSO |
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Scritto da Gerlando Scimè
Martedì 02 Marzo 2010 14:17 |
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 Brutta domenica per la città dei templi, una giornata difficile per i tifosi di fede bianco-azzurra, una giornata che segna un’altra bruciante debacle per la Fortitudo Moncada Agrigento sconfitta al “PalaGiglia” dalla Sigma Barcellona con il risultato finale di 61 a 68. Le aspettative erano sicuramente maggiori per gli agrigentini che, dopo la vittoria in trasferta contro il Sant'Antimo, volevano, sulla scia dell’entusiasmo per il ritrovato risultato positivo, proseguire la striscia di vittorie, soprattutto vista l’allettante e stimolante occasione del derby siciliano. Ed invece, purtroppo, arriva per Agrigento l’ennesima amara sconfitta, un risultato che brucia nell’orgoglio, ma che non cancella l’onore e l’impegno con il quale la sfida è stata affrontata da tutta la compagine agrigentina. La missione dei ragazzi guidati da coach Paolini non era affatto semplice. Barcellona, che mira dichiaratamente al salto di categoria e per il raggiungimento del quale ha fortemente investito nel mercato estivo, arrivava ad Agrigento da prima della classe, ma reduce da una miniserie di risultati negativi, e pertanto puntava necessariamente alla vittoria per mantenere il contatto con la vetta della classifica. La Fortitudo non si fa trovare impreparata e riesce per una buona mezz’ora a tener testa alla formazione ospite. I bianco-azzurri giocano una buona partita, concentrata ed attenta specialmente in difesa, ma pagano la scarsa vena realizzativa in attacco ed i troppi errori al tiro libero e dal perimetro dei tre punti. Gli ospiti, pur se ben arginati dall’ordinata difesa agrigentina, trovano con costanza la via del canestro e, soprattutto dalla lunga distanza, aggiornano il tabellone con cinica freddezza anche quando, sotto pressione, vengono costretti al tiro forzato. Nel primo periodo Agrigento gioca su ritmi elevatissimi. Grazie alla velocità nelle ripartenze e con Pennisi che troneggia sotto canestro la Fortitudo mantiene il contatto con la formazione ospite che da subito prova la fuga segnando con implacabile precisione dalla linea dei tre punti. Il secondo quarto si sviluppa quasi ad elastico. Bucci e Mocavero alzano il livello di gioco tentando con continui strappi di mantenere le distanze dai bianco-azzurri che però non demordono e con Paparella e Pennisi ricuciono lo svantaggio che si stabilizza sull’ordine dei 10 punti.  Dopo la pausa lunga si assiste ad una fase interlocutoria del match in cui entrambe le squadre si sfidano a ritmi più blandi, mantenendo le distanze e rimandando la resa dei conti agli ultimi dieci minuti. Nel quarto periodo Agrigento tenta il colpaccio. Barcellona, forse già sicura della vittoria finale, commette qualche errore di concentrazione, subito sfruttato dalla Fortitudo che mette Paparella in condizione di segnare incontrastato dalla lunga distanza riducendo lo svantaggio a solo 4 lunghezze. Dopo il time out d’obbligo, chiamato da coach Gramenzi, Barcellona serra nuovamente i ranghi bloccando con forza il tentativo di recupero della formazione agrigentina, Bucci e Mocavero guidano i giallo-rossi con grandi giocate che arrestano l’avanzata della marea bianco-azzurra. Agrigento accusa il colpo e, demoralizzata dall’incapacità di ribaltare il punteggio, allenta la presa sull’avversario che vince il match senza troppi patemi. Alla fine dei giochi la Fortitudo pur giocando una buona partita e pur essendo riuscita a limitare lo svantaggio non ha mai mostrato la capacità in attacco di invertire le sorti del match. Nell’unica occasione concessa dall’Igea, nel corso del quarto periodo, i tentativi di rimonta si sono infranti sul ferro che ha “risputato” fuori i tiri del possibile pareggio. Occorre ammettere con obiettività che l’ambiziosa squadra messinese, forse la più forte del girone, ha vinto dimostrando una certa superiorità tecnica e sul parquet si è notata una certa differenza fisica ed atletica tra i due roster siciliani. Domenica prossima la Fortitudo vola a Potenza nella speranza di poter archiviare con la matematica salvezza un anno difficile per i colori biancazzurri, guardando al futuro con maggiore serenità.
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| RITORNO ALLA VITTORIA |
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Scritto da Gerlando Scimè
Mercoledì 24 Febbraio 2010 09:09 |
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La Fortitudo “Moncada” Agrigento reagisce all’immobilismo in classifica, che da un mese e mezzo logorava e demoralizzava l’ambiente, ed assesta un importante un colpo di coda alla situazione di stallo che da troppo tempo attanagliava l’ambiente bianco-azzurro. La formazione agrigentina si impone in casa della Nuova Frontiere S. Antimo con il risultato di 76-78, ed in parte attenua la sete di vittorie che la penuria di risultati positivi stava trasformando da desiderio a vera e propria smania. La vittoria rappresenta un’ulteriore conferma dei progressi di gioco fatti dalla formazione agrigentina nelle ultime settimane e finalmente sancisce il completamento di un percorso evolutivo nel quale mancava soltanto il raggiungimento di un risultato positivo. Nelle ultime uscite ufficiali la Fortitudo mostrava un buon gioco, ma piombava tanto repentinamente quanto inaspettatamente in fasi di blocco fisico e mentale che compromettevano il risultato finale. Il match di domenica contro S. Antimo ha mostrato il superamento di questi limiti perché Agrigento ha mantenuto per tutti i quaranta minuti di gioco la giusta concentrazione e tensione agonistica. Ammirevole, in particolare, l’acquisita capacità di gestione del vantaggio finale, segno di una maturità essenziale per la conquista della vittoria, specie se su parquet non amico. La storia della sfida contro S. Antimo è fatta da importanti conferme, ma soprattutto da fondamentali novità. Ancora una volta la Fortitudo dimostra un ottimo approccio al match sfoderando un primo quarto di ottimo basket, arricchito dalla velocità della circolazione di palla, che sempre di più sta diventando il marchio di fabbrica del gioco agrigentino, dalla buona gestione dei possessi e da una sempre intensa e concentrata difesa. Nel secondo quarto i bianco- azzurri hanno una piccola flessione, figlia anche del ritorno caparbio dei padroni di casa, ma non perdono mai, e questa è una prima importante novità, il contatto con il match e con l’avversario. Il ritorno di S. Antimo viene quindi assorbito e ben gestito, ma mai subito. Anche nel terzo quarto la Fortitudo mostra la giusta tensione agonistica. La pausa lunga questa volta non porta alcuna amnesia ad Agrigento che gioca sempre con intensità e concentrazione e, anche se sotto nel punteggio, mostra comunque di avere il match sotto controllo non dando spazio ai tentativi di fuga dei padroni di casa. Nel famigerato terzo quarto, quindi, non si assiste ad alcun black out fisico o mentale e la Fortitudo si mantiene sempre in partita mantenendo pressione sul gioco degli avversari. Il quarto periodo è poi quello della verità, in cui Agrigento mostra tutto il carattere di cui è fatta e che già ha più volte fatto conoscere. Nessuna novità, dunque, per questo aspetto dell’identità bianco-azzurra, il rinnovamento sta invece nella crescita di tutto il gruppo, che riesce finalmente, ed in circostanze non semplici, a mantenere la giusta lucidità e razionalità sia in attacco che in difesa per tutti i quaranta minuti, ed anzi, proprio nell’ultimo quarto, fatale nel match casalingo contro Siena, a lanciare lo sprint necessario per imporsi sui padroni di casa nel gioco e nel punteggio. La Fortitudo risponde bene alle sollecitazioni avversarie e reagisce puntualmente ad ogni tentativo ospite di rientrare in partita, riuscendo a conquistare vittoria e punti in classifica, importantissimi soprattutto per il morale. Agrigento è riuscita a trasformare le sconfitte immeritate in meritate vittorie, adesso occorre fare un ulteriore salto di qualità e fare diventare questa novità un’ulteriore conferma. |
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| SCONFITTA IMMERITATA |
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Scritto da Gerlando Scimè
Mercoledì 17 Febbraio 2010 07:48 |
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 Si chiude la “quindici giorni” casalinghi che, per la Fortitudo “Moncada” Agrigento, avrebbe dovuto rappresentare la giusta occasione per ripartire dalle difficoltà del passato e voltare pagina. Purtroppo i risultati non hanno premiato le intenzioni ed Agrigento subisce contro la Cosum.it Siena la sesta sconfitta consecutiva (terza in casa) con il risultato di 69-78. In tutta onestà il punteggio finale non è totalmente veritiero, perché Agrigento per buona parte del match ha comunque sfoderato una buona prestazione, conducendo non solo nel punteggio ma anche nel gioco. Ancora una volta però il suono della sirena decreta la sconfitta dei bianco-azzurri che devono a malincuore registrare un altro lancio incompleto, questa volta senza perdita di yards, viste le contemporanee sconfitte delle dirette concorrenti nella lotta per non retrocedere, lasciando così a 6 lunghezze il distacco dalla zona calda. Insomma “se Atene piange, Sparta non ride”, e questa è l’unica consolazione che risollevi gli animi dalla frustrazione dell’ormai cronica difficoltà a trasformare in vittorie l’impegno e la determinazione profusi dalla formazione agrigentina sia in allenamento che in partita. Non si può infatti non sottolineare che, fatta eccezione che per l’esito finale, Agrigento abbia comunque giocato nel complesso una buona partita, dimostrando personalità e determinazione. I bianco-azzurri, ormai sempre più padroni della nuova filosofia di gioco impartita da coach Paolini, partono subito con il piede giusto mettendo in chiaro di non essere più disposti a compiere ulteriori passi falsi. Compatta in difesa e fluida in attacco Agrigento, come ormai spesso avvenuto nelle ultime settimane, mostra con evidenza una buona reattività di gioco. La velocità nella circolazione della palla e la razionalità e concentrazione nelle scelte offensive, consentono ai padroni di casa di trovare con una certa facilità la via del canestro. L’attenzione e la determinazione in difesa fanno il resto e per qualche minuto sembra di essere trasportati in un viaggio spazio temporale al Dallas Cowboys stadium in Arlington per l’all star game 2010 “where amazing happens” (dove si realizzano meraviglie).  L’inizio di secondo quarto riporta tutti con i piedi per terra e la Fortitudo registra uno dei soliti blackout di gioco che permette a Siena di riavvicinarsi, ma senza destare eccessive preoccupazioni. Il match continua a protrarsi in mano ad Agrigento che non molla la presa e continua a mantenerla anche nel corso del terzo quarto, nel quale non si verifica il calo fisiologico che in questa stagione ha contraddistinto i secondi tempi di Agrigento. La Fortitudo risponde bene alle sollecitazioni avversarie e reagisce puntualmente ad ogni tentativo ospite di rientrare in partita. Purtroppo, proprio quando le difficoltà di sempre sembrano superate, puntuale come le tasse, arriva il secondo blackout di gioco, questa volta decisivo per le sorti del match. Nell’ultimo periodo infatti Siena tenta il tutto per tutto ed accelera decisamente il gioco buttandosi a capofitto, ma sempre razionalmente e con logica tattica, in ogni azione di gioco. Agrigento, che fino a quel momento aveva resistito ad ogni attacco, subisce il colpo e perde il controllo del match. In breve tempo svaniscono la concentrazione e la reattività viste per larga parte della partita che prende decisamente la via di Siena. Che si tratti di calo fisico o mentale o di entrambe le componenti, ancora una volta la Fortitudo raccoglie meno di quanto seminato e resta ancorata in classifica. È vero che le brutte abitudini sono dure ad andare via, ma la speranza è che si riesca nel più breve tempo possibile ad invertire una tendenza divenuta ormai una pesante consuetudine.
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| LA CADUTA DEI GIGANTI |
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Scritto da Gerlando Scimè
Martedì 09 Febbraio 2010 20:09 |
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 “Sappi che non son torri, ma giganti, e son nel pozzo intorno da la ripa, da l'umbilico in giuso tutti quanti”.
Ennesima battuta d’arresto casalinga per la Fortitudo “Moncada” Agrigento, che, contro la Liomatic Perugina, subisce la quinta sconfitta consecutiva con il punteggio di 72 a 83. Al pala “Giglia” di Favara va in scena la replica del match visto domenica scorsa contro la FMC Ferentino, ma quello che più preoccupa è che Agrigento ha mostrato un progressivo spegnersi ed attenuarsi della tenuta mentale dell’intera gara e soprattutto una certa incapacità caratteriale a reagire ai momenti di difficoltà che nel corso del match si sono presentati. Ancora una volta la Fortitudo regala il terzo quarto agli avversari che conquistano la vittoria ed i due punti in classifica. In realtà, nonostante la falsa partenza dei primi minuti di gioco, Agrigento gioca bene sia nel primo che nel secondo quarto. La squadra, ben disposta ed attenta in difesa, limita l’attacco di Perugia che, più volte costretta a forzare il tiro, non riesce a sviluppare il suo solito gioco. In particolare, nel corso del secondo quarto, la buona pressione agrigentina condiziona le scelte di Perugia che vede aumentare le proprie percentuali di errori dal tiro e di palle perse. In attacco la Fortitudo alterna con buoni esiti tiri dalla lunga distanza e penetrazioni a canestro. La velocità delle ripartenze bianco-azzurre e la buona circolazione di palla “riempiono” di falli la difesa avversaria, ed Agrigento capitalizza dalla lunetta il bonus raggiunto velocemente dagli avversari, spesso in ritardo sul pallone. Perugina, che subisce il colpo, perde spesso il confronto a rimbalzo, l’inerzia del gioco sembra seguire la via di casa e la Fortitudo conduce nel punteggio alla fine del secondo quarto. Dopo la pausa lunga, però, accade l’inspiegabile. Ci si aspetterebbe che i bianco-azzurri, spinti dalla buona prestazione mostrata fino a quel punto, divorassero il parquet facendo esplodere il pallone tra le mani, ed invece Agrigento perde il contatto con il match e la lucidità sotto canestro. Le idee sembrano di colpo annebbiarsi e si traducono in scelte confuse e controproducenti. In pochi minuti si moltiplicano le palle perse e gli errori al tiro, la difesa perde intensità ed efficacia e gli avversari, approfittando del digiuno realizzativo agrigentino, recuperano lo svantaggio trovando facilmente la soluzione vincente, spesso dalla lunga distanza. A questo punto sul black-out agonistico agrigentino pesa il tecnico fischiato, a metà terzo quarto, a Marco Caprari. Con i liberi messi a segno ed il successivo possesso, Perugia riesce a dare lo strappo decisivo guadagnando il vantaggio necessario per la vittoria finale. Comprendere cosa avvenga nella mente dei bianco-azzurri tra il primo ed il secondo tempo è un mistero. La partita contro Perugia rappresenta purtroppo un passo indietro rispetto alla precedente gara esterna contro Ferentino, per le assenze importanti che in quell’occasione si dovettero registrare, ma soprattutto per il cedimento psicologico e l’assenza di motivazioni viste nella seconda parte del match. |
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| LUCI ED OMBRE |
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Scritto da Gerlando Scimè
Martedì 02 Febbraio 2010 14:18 |
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 Non si arresta l’emorragia di sconfitte per la Fortitudo “Moncada” Agrigento, che, nella gara esterna contro la FMC Ferentino, subisce la quarta sconfitta consecutiva del girone di ritorno con il punteggio finale di 89 a 71. La prova che attendeva i bianco-azzurri non era affatto semplice. Si arrivava, infatti, in casa della terza in classifica dopo il vortice di emozioni che ad inizio settimana avevano scosso l’ambiente Fortitudo, visto il cambio in panchina che chiudeva un’era fatta di vittorie e soddisfazioni ma che terminava con malumori ed inaspettate delusioni. Arrivava ad Agrigento il coach Riccardo Paolini con la missione di risollevare il morale e la classifica della Fortitudo, liberando l’ambiente dalle paure e dalle difficoltà del momento. Come spesso avviene in questi casi coach Paolini si è trovato nella problematica situazione di dover, in meno di una settimana, ripartire da zero cercando di dare la propria impronta alla formazione agrigentina e riprogrammare schemi difensivi ed offensivi secondo le proprie idee di gioco. Di certo nessuno immaginava che tre giorni di cure fossero sufficienti a guarire la Fortitudo dai mali cronici che, fin qui, hanno segnato e limitato la stagione agrigentina e, ovviamente, cambiare la carta d’identità di una squadra non è impresa semplice. Nonostante l’entità del passivo Agrigento ha, comunque, dimostrato di aver recepito il messaggio più volte lanciato in settimana da coach Paolini, ossia dare tutto per ricevere le giuste soddisfazioni. Nel primo tempo Agrigento gioca una buona partita fino a circa due minuti dalla sirena, compatta in difesa e fluida in attacco. Rispetto alle ultime prestazioni si è potuto notare con evidenza una maggiore velocità in attacco, soprattutto nelle ripartenze dalla linea di fondo, ed una più logica scelta delle soluzioni offensive che ha permesso di ridurre le percentuali delle palle perse e degli errori sotto canestro. È evidente che giocare contro una difesa in recupero piuttosto che schierata consente una più semplice gestione della palla e riduce la possibilità di trovarsi costretti, allo scadere dei 24 secondi, ad effettuare giocate poco lucide, perché dettate dalla fretta, e spesso improduttive. La maggiore reattività ed i migliorati tagli sotto canestro permettono poi di riappropriarsi di un importante bacino di punti fin qui spesso dilapidato. Dopo la pausa lunga, però, ricompaiono i fantasmi del passato, la difesa mostra ancora alcune lacune e gli avversari riescono a segnare con costanza dalla linea dei tre punti ed a scavare un buon margine che li condurrà alla vittoria finale.  Agrigento deve ancora lavorare sulla tenuta mentale e fisica dell’intera gara e soprattutto sulla capacità di reagire ai momenti di difficoltà che nel corso di un match possono incontrarsi. Le scelte in difesa continuano ad essere poco efficaci, soprattutto perché non mettono pressione sugli attacchi avversari che con troppa facilità riescono a trovare la soluzione vincente, spesso dalla lunga distanza. Certamente la sfida contro Ferentino non rappresentava la migliore occasione dalla quale ripartire, vista la difficoltà del match e considerate le importanti defezioni nel roster bianco-azzurro, privo di Marco Caprari, costretto a rimanere in albergo a causa dell’influenza, e con un Marco Cardillo non al top, rimasto in settimana lontano dal vivo degli allenamenti. Adesso il calendario prevede una doppia sfida casalinga contro Perugia e Siena e, se la Fortitudo vuole risorgere, si tratta di occasioni da non mancare. Da sottolineare infine la prestazione di Davide Virgilio che, al rientro dopo lo stop forzato, sfodera un’eccellente prestazione equiparabile a quella vista nel “derby” dell’andata contro Barcellona ed arricchita da 21 punti e 6 rimbalzi. Il tempo dirà se Agrigento abbia trovato o meno il suo leader.
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