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Ennesima sconfitta ed ennesimo calo di concentrazione per la Fortitudo Monacanda Agrigento che esce battuta dal pala Pergola di Potenza con il risultato di 71 a 66. Complici le contemporanee vittorie delle dirette inseguitrici (una delle quali appunto Potenza), La Fortitudo viene parzialmente risucchiata nella lotta per non retrocedere. Di certo i sei punti di vantaggio sulla zona bollente consentono, a soli tre match dalla fine della regular season, di affrontare il finale di stagione senza troppe frenesie o agitazioni, ma i due punti necessari alla matematica salvezza devono essere conquistati sin dalla prossima gara casalinga contro Ruvo di Puglia, onde evitare di complicare la situazione di classifica e dover giocare alla morte gli ultimi 80, o peggio 40 minuti, della stagione.  Come da copione ormai da molte settimane, nel match di domenica va in scena la replica delle prestazioni viste in molte uscite ufficiali antecedenti, ma quello che più preoccupa è che Agrigento pur giocando alla pari con ogni avversario e pur mettendo impegno e determinazione in ogni match, ha mostrato ancora una volta un progressivo spegnersi ed attenuarsi della tenuta dell’intera gara e soprattutto una incapacità a reagire ai momenti di difficoltà che nel corso del match si presentano con regolarità e puntualità. Ancora una volta purtroppo l’innalzamento delle percentuali di errore del secondo tempo consente agli avversari di conquistare la vittoria ed i due punti in classifica. In realtà l’inizio dei giochi lascia ben sperare, Agrigento sembra aver ben metabolizzato la sconfitta nel derby contro Barcellona, perché, soprattutto nel primo ma anche nel secondo quarto, i bianco-azzurri sono freschi e grintosi riuscendo con grande caparbietà ad imporsi sugli avversari sia nel gioco che nel punteggio. Agrigento gioca un’ottima partita, ben disposta ed attenta in difesa, limita ai minimi termini l’attacco di Potenza che, quasi sorpresa dal ciclone Fortitudo non riesce a sviluppare il suo gioco. In particolare nel primo quarto i bianco-azzurri riescono a scavare un buon margine di vantaggio che consentirebbe di affrontare il match con spirito positivo ed una più semplice capacità di controllo. In attacco la Fortitudo alterna con buoni esiti tiri dalla lunga distanza e penetrazioni a canestro. La velocità delle ripartenze e la buona circolazione di palla disorientano i padroni di casa, ed Agrigento capitalizza gli errori avversari, spesso in ritardo sul pallone. Nonostante il prevedibile rientro del secondo periodo di Potenza, che guidata dai canestri di Antrops e Ruggeri riesce a migliorare le percentuali realizzative ed a ricucire parzialmente lo strappo, la Fortitudo mantiene il controllo sulla partita e conduce nel punteggio alla fine del secondo quarto. Dopo la pausa lunga, però, si materializza l’incubo di sempre.  Ci si aspetterebbe che i bianco-azzurri, spinti dalla buona prestazione mostrata fino a quel punto, imponessero il ritmo del match ed invece è Potenza che innalza notevolmente il livello di gioco, mentre Agrigento perde il controllo sulla partita e la lucidità al tiro. Potenza, che si gioca le ultime occasioni di conservare la serie a, migliora le sue percentuali realizzative e riesce a recuperare lo svantaggio chiudendo il periodo per la prima volta sopra nel punteggio, mentre sulla Fortitudo si alza l’ombra della sconfitta . Nel quarto periodo si concretizza quanto paventato nel quarto precedente, perché i padroni di casa si portano avanti fin dall’inizio, mentre Agrigento non ha più la forza di reagire. Le idee sembrano di colpo annebbiarsi e si traducono in scelte confuse e controproducenti. In pochi minuti si moltiplicano le palle perse e gli errori al tiro, la difesa perde intensità ed efficacia e gli avversari, approfittando del digiuno realizzativo agrigentino, trovano facilmente la soluzione vincente, spesso dalla lunga distanza e conquistano la vittoria finale. La partita contro Potenza rappresenta purtroppo un passo indietro rispetto alla precedente gara interna contro Barcellona, ma la speranza è quella di poter chiudere il discorso salvezza già dalla prossima gara casalinga.
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