Si chiama We Are Fortitudo Agrigento ed è uno spazio interattivo dedicato ai nostri “giganti”. Microfoni aperti a giocatori, staff ma anche tutte le persone che lavorano per la Fortitudo Agrigento. Abbiamo intervistato, il nostro Damiano Alba

Ciao Damiano, che ruolo ricopri alla Fortitudo Agrigento e di cosa ti occupi?

Ciao a tutti, sono un Massofisioterapista e dottore in Scienze Motorie. Il mio lavoro principalmente consiste nella riabilitazione e nella prevenzione degli infortuni. Mi occupo anche di tutti i trattamenti pre e post allenamento\partita come le fasciature o i trattamenti massoterapici e kinesiologici. Una parte importante del mio ruolo è quello di fare da collante tra lo ‘spogliatoio’ e lo staff tecnico, informando sempre il Coach delle condizioni fisiche dei ragazzi”.

Cosa vuol dire per te far parte della famiglia Fortitudo?

“Far parte della famiglia Fortitudo per me è il coronamento di una sogno, fin da bambino il mio sogno nel cassetto è stato sempre quello di lavorare all’interno di una società sportiva, amo lo sport e lo pratico regolarmente, inoltre essendo un agrigentino doc per me è un onore lavorare per la squadra della mia città. Per una realtà piccola come Agrigento avere un palcoscenico importante come la serie A2 credo sia fonte di orgoglio per tutti. Il termine Famiglia credo sia molto appropriato, ho un bellissimo rapporto con tutti i ragazzi e lo staff, tutta gente innamorata del proprio lavoro che lo fa con passione e dedizione”.

Riavvolgendo il nastro di questi anni, qual è il momento che mai dimenticherai?

“Sono entrato a far parte della Fortitudo due anni fa, in realtà ho due momenti che mi porterò nel cuore, la prima stretta di mano con il DS Cristian Mayer con relativo commento sulla mia capigliatura e la vittoria di questa stagione contro Tortona, partita combattuta e sofferta che ci ha portato alla conquista della final eight di Coppa Italia. Emozioni forti che restano indelebili nella memoria. Visto la delicata situazione del momento spero di poter tornare presto a provare certe emozioni”.

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