Si chiama We Are Fortitudo Agrigento ed è uno spazio interattivo dedicato ai nostri “giganti”.

Microfoni aperti a giocatori, staff ma anche tutte le persone che lavorano per la Fortitudo Agrigento.  

“Arancino o arancina?”. Inizia così l’intervista del nostro Samuele Moretti. Il suo futuro, l’esordio a 17 anni ed i posto del cuore.

Ecco le sue parole

Ciao Samuele, riavvolgendo il nastro dei tuoi mesi trascorsi ad Agrigento, qual è il ricordo più bello?

“La partita contro Latina. Quella non la dimenticherò facilmente. E’ stato un mix di emozioni e sanzioni molto belle e positive. A due pasi da me, in tribuna, c’era la mia famiglia. E’ stato davvero bello”.

Tu vivi in foresteria, raccontaci la tua giornata tipo

“Al mattino mi sveglio, bevo un bicchiere d’acqua e faccio una colazione abbondante. Mi aggiorno con le notizie quotidiane e poi vado in palestra per fare allenamento”.

Qual è il tuo posto del cuore?

Sicuramente Casa mia a Jesi con la mia famiglia”

Da qui a 20anni dove ti vedi?

“Spero di essere ancora in campo se il mio corpo me lo permetterà, oppure di poter lavorare nell’ambito della fisioterapia/riabilitazione”

Qual è la partita che vorresti rigiocare?

“Sicuramente una delle due contro Trapani”.

Sei giovane, che ricordo hai del tuo esordio in A2?

“Il mio esordio in serie A2 lo feci a 17 anni a Treviglio. Ricordo bene, fu un minuto scarso. Ma nonostante questo fu una bella sensazione, un mix d’ansia”.

Qual è il tuo piatto, siciliano, preferito?

“Si dice arancino o arancina?. Comune le adoro…”

Qual è il tuo posto preferito ad Agrigento/Porto Empedocle?

“Ho diversi posti preferiti. Oltre alla Valle dei Templi, anche luoghi normali come una panineria di Porto Empedocle, dove andiamo spesso a cena con i ragazzi, ma anche ‘Nzolia, ad Agrigento”.

Che rapporto hai con gli Agrigentini?

Ho un buon rapporto con loro. Mi piace il loro spirito ospitale, anche molto familiare. Questa cosa l’apprezzo particolarmente”.

Cosa vuol dire vivere in foresteria insieme ai tuoi compagni?

“Significa avere una compagnia giornaliera, condividere anche molti spazi comuni. Fortunatamente, però, ognuno ha il proprio appartamento, con un po’ di privacy. Tra di noi c’è un un rapporto speciale, non siamo solo dei compagni di squadra, siamo ormai degli amici. Un rapporto, dunque, che si è solidificato in questi mesi”.

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