Si chiama We Are Fortitudo Agrigento ed è uno spazio interattivo dedicato ai nostri “giganti”.

Microfoni aperti a giocatori, staff ma anche tutte le persone che lavorano per la Fortitudo Agrigento.  Una rubrica utile a tenervi compagnia in questi lunghi giorni.

Da Mazara del Vallo a Porto Empedocle, prendendosi cura – ogni giorno – dei “giganti” della Fortitudo Agrigento. Lui è Salvatore Lo Voi, “maestro” dei fornelli della foresteria del PalaMoncada.

Lo voi, mazarese doc, è arrivato alla Fortitudo Agrigento nell’estate del 2018.

Microfoni aperti per lo chef della cucina che, ogni giorno, cura i palati dei nostri biancazzurri, del nostro staff e di tutte quelle persone che lavorano per la Fortitudo Agrigento.

Ciao Salvo, cosa vuol dire essere il cuoco della Fortitudo Agrigento

“E’ una bella responsabilità, sono felice di prendermi cura di loro. Lo faccio con molto entusiasmo. Vivo, come loro, in foresteria e ormai mi sento parte di una grande famiglia”.

Salvo, entriamo con te in cucina: chi è il giocatore che mangia di più?

“Senza dubbio vi rispondo Samuele Moretti, segue Giovanni Veronesi”.

Negli anni, chi è stato il giocatore più attento all’alimentazione?

“Tommaso Guariglia era molto attento. Quest’anno, invece, Giuseppe Cuffaro”.

Vivi in foresteria, come trascorrete le vostre giornate?

“Al momento è tutto diverso. Al mattino i ragazzi si tengono in movimento, ovviamente rispettando le dovute distanze di sicurezza. Facciamo un po’ di palestra e poi io scappo in cucina. Sono giorni lunghi, ma ci teniamo compagnia. Alla sera guardiamo un film, oppure giochiamo alla play station”.

Si può dire che sei un agrigentino d’adozione

“Soprattutto per adesso direi di si. Non torno a casa da due mesi, quindi direi proprio di sì. Ho imparato a conoscere Agrigento e non nascondo che sono nate anche delle belle amicizie”.

Tra i giocatori chi è la persona alla quale ti senti più legato?

“Io e Lorenzo Ambrosin siamo amici davvero. Segue Samuele Moretti, abbiamo un rapporto speciale. Ma non voglio dimenticare nessuno: siamo una grande famiglia”.

Vivi appunto in foresteria, che aria si respira dopo una sconfitta o una vittoria?

“L’umore è sempre alto.  Questo è importante. I ragazzi quando perdono hanno sempre voglia di rifarsi. Vittoria? Ovviamente vincere fa sempre bene, quindi sono più contenti ed anche rilassati”.

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