La “penna” della settimana è quella del nostro esterno americano Kelvin Martin. Un blog tutto da leggere!

Kelvin Martin contro Agropoli.

Kelvin Martin contro Agropoli.

“WOW!”. Questa è la prima cosa che mi viene in mente quando penso che questa è la mia quarta stagione come giocatore professionista. Ringrazio Dio per questa benedizione. Ho giocato in Olanda, Germania e ora ad Agrigento. Ci sono stati molti alti e bassi, mi sono infortunato due volte (e operato altrettante) al ginocchio sinistro al mio primo anno in Europa, nel campionato olandese… Quell’infortunio ha fatto dubitare di me molte squadre e non volevano darmi una possibilità, pensando che non potessi più giocare ad alto livello. Sono riuscito, però, a superare queste difficoltà e ora sono, come dicevo, alla mia quarta stagione da pro. Ringraziando Dio.

Non si tratta della mia prima volta in Italia, qui. Sono stato a Lucca per un mese nel 2013. Non ero ancora a posto fisicamente, facevo ancora terapie al ginocchio. Loro, però, volevano qualcuno che fosse pronto subito e al 100%, io allora non potevo esserlo. Non voglio entrare nei dettagli di quella situazione, non serve parlare del passato. Posso solo dire che la loro decisione di tagliarmi non mi piacque affatto, ma ho capito le loro ragioni. Quel breve periodo in Toscana però mi ha dato anche buoni ricordi: le spiagge, il cibo che l’Italia ha da offrire, gente fantastica. Dopo quel taglio ricordo di aver detto a me stesso: “Dio ha fatto questo per un motivo, tornerò in Italia, devo solo avere pazienza e continuare a lavorare”.

Kelvin Martin durante la presentazione al centro commerciale "Città dei Templi".

Kelvin Martin durante la presentazione al centro commerciale “Città dei Templi”.

Ed eccomi qui, di nuovo in Italia. Una vera benedizione. Mi piace Agrigento, mi sto divertendo molto. Mi piace la città, il mare, la cucina, le persone. Non mi piace che inizi a far freddo 🙂 (in Georgia, da dove vengo, non si scende mai troppo con le temperature). Ad ogni modo, penso che la cosa migliore qui ad Agrigento sia la sensazione di stare proprio bene. Mi sento accettato. Mi piacciono gli allenatori, i miei compagni, i tifosi. Ci si sente come in famiglia, e mi piace davvero tanto, mi ricorda molto il college.

Per un giocatore americano sentirsi a suo agio è molto importante, perché stare in un altro paese può essere molto difficile. Non c’è molta gente che parla la tua lingua, la cultura è diversa e sei lontano dai tuoi amici e dalla tua famiglia. Inoltre, ci sono posti in cui senti davvero tanta pressione. Come giocatore americano sei rimpiazzabile, le squadre ti possono mandare via quando vogliono.

Kelvin Martin a Biella.

Kelvin Martin a Biella.

Alcuni di noi hanno solo questo, sanno solo giocare a basket, essere tagliati è una cosa molto dura. Quando torni negli USA e non hai un reddito, stai costantemente in palestra a lavorare per migliorare, aspettando una chiamata del tuo agente che ti dica “Ho un lavoro per te”… Ci sono passato. Non è facile restare concentrati e non avere pensieri del tipo “forse la mia carriera è finita” oppure “magari dovrei trovarmi un lavoro normale”. Sono le cose più difficili che puoi dire a te stesso quando il basket è, letteralmente, la tua vita.

So di parlare di molte cose insieme, ma voglio dire che non vedo l’ora di affrontare questa stagione che è piena di sfide per me e per la mia squadra. Avremo anche noi degli alti e dei bassi, ma la cosa più importante è restare uniti come una famiglia, vivere tutto questo insieme come una famiglia. Nessuno può farcela da solo, dovremo impegnarci tutti. Tutti noi della Fortitudo Agrigento.

Kelvin #1

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