Parallelismi voluti dal fato, punti di contatto tra spirito e corpo, sinergie di simboli che riprendono forma e vigore e di altri che momentaneamente sono costretti a lasciare il palcoscenico tanto amato per poter tornare nel breve ancor più determinanti di oggi, infine iter realmente infiniti, o che sono sembrati tali per la loro incidenza sul quotidiano, che vivono oggi momenti assai diversi.

San Gerlando avrebbe certamente voluto accomunare in maniera gioiosa la felice conclusione di entrambe queste situazioni nel giorno in cui l’intera città è chiamata e celebrarlo con l’amore e il rispetto di sempre, riuscendo contestualmente a riempire di gioia le anime di devoti fedeli e a rinnovare le energie di sportivi e appassionati, facendo riaprire i portoni della maestosa Basilica nella giornata in cui la squadra si sarebbe potuta stringere  intorno al suo nuovo pilastro.

Sia ben chiaro, non è mia intenzione mischiare sacro e profano o provare a dare significati paritetici alle due situazioni , ma se da un lato l’anima e la mente dell’uomo non possono che vivere intensamente il tripudio per la riapertura di un simbolo di fede, di unione, di speranza e di storia per il quale con gioia ed entusiasmo abbiamo fatto il tifo più volte nel recente passato, dall’altro la razionalità del tecnico non può sottovalutare quale importanza potrebbe avere  un innesto in grado di dare muscoli, mestiere e consistenza alla squadra, ma soprattutto nuova energia a tutto e tutti.

Non me ne voglia San Gerlando, ma va ricordato come la riapertura della Cattedrale non possa essere celebrata senza dare i giusti riconoscimenti a chi si è prodigato e impegnato per renderla possibile, da Sua Eminenza cardinale, Francesco Montenegro, alle autorità politiche, dagli ingegneri agli operai impegnati in mesi di difficile lavoro di recupero e restauro; così come dietro l’arrivo di un nuovo giocatore vi è la forte volontà di  colui che ancora una volta ha risposto “presente” quando si è trattato di affrontare gli strali della malasorte per non lasciare la squadra profondamente mutilata in un assetto che aveva dimostrato di essere di grande valore, e il lavoro di chi opera sul mercato in prima persona, passando attraverso una struttura che ancora una volta si è mossa sotto traccia, com’è giusto fare in queste occasioni, per arrivare all’obiettivo prefissato senza clamori o spifferi di varia natura.

Come un bambino davanti a sorprese da scartare, fremo dal desiderio di potermi sedere su uno dei banchi nella navata di San Gerlando per raccogliermi con pensieri e preghiere, ma anche per guardare ammirato le bellezze della costruzione, così come anelo l’arrivo delle prossime settimane di allenamento nella speranza di poter e dover  plasmare la nuova forma di una squadra che, pur colpita nell’arco di tutta la stagione dai dardi della malasorte, ha saputo reggere emotivamente e oggi si trova assolutamente ancora in corsa per gli obiettivi più nobili tra quelli ipotizzati.

Fatica, rabbia, frustrazione, preoccupazione di quanti hanno a cuore la squadra speriamo che possano presto, così come timori, tristezze, malumori e aspettative a lungo disattese dei fedeli essere relegati al ruolo di ricordi, chiusi nel baule del passato, pronti a testimoniare lo scorrere del tempo con le sue insidie e i suoi pericoli, ma oggi sostituiti da sensazioni nuovamente positive e colme di speranza anche in chi, e si badi bene non noi, pareva averla persa.

Fuor di metafora e accarezzando con uno sguardo ammirato l’opera architettonica che oggi a tutti gli effetti torna da essere patrimonio della città, come non chiudere queste riflessioni gettando un occhio al prossimo futuro della squadra.

Per noi il cantiere ovviamente resterà aperto e per l’ennesima volta si dovranno cambiare idee, strutture, regole e idee per assemblare i pezzi in un nuovo assetto funzionale e sinergico nella speranza di poter quanto prima inserire un nuovo componente del quale capire e utilizzare pregi e potenzialità.

Doveroso quindi di utilizzare al meglio la pausa per le Final Eight di Coppa Italia al fine di poter disegnare e cucire la veste tecnica e tattica migliore possibile in previsione di uno sprint finale nel quale sarà doveroso ottenere i punti per garantirci una post season piacevole e appassionante, risultato da raggiungere con l’aiuto dei nostri tifosi che nelle prossime cinque partite interne saranno chiamati a essere protagonisti attivi e partecipi di questa impresa.

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