Ancora una volta all’imbrunire di una tiepida giornata tipica della precoce primavera agrigentina il Tripode dell’Amicizia è stato acceso e le lingue di fuoco si sono immediatamente slanciate verso il cielo rischiarandolo soprattutto grazie all’importanza del messaggio e dei valori che la tradizione del Festival del  Mandorlo in fiore ha voluto affidare a questo rituale sempre pieno di fascino.

Amicizia, fratellanza, unione di genti che, grazie al ballo folkloristico da sempre affascinante forma artistica e di espressione di valori e sentimenti oltre che della storia dei popoli, riescono a portare un tangibile segno di questi valori nel tentativo di scongiurare il rischio di vederli spegnersi tra le spire di una società moderna spesso troppo distratta e povera emotivamente per ricordarli.

E se questo intendimento si materializza ormai da tre quarti di secolo in un evento che rappresenta un irrinunciabile momento di socializzazione e condivisione, non di meno il suo arrivo, che riempie la città di colori, suoni, e persone provenienti da mezzo mondo, rappresenta per noi lo spartiacque di una stagione agonistica che, archiviati gli accadimenti dell’autunno e dell’inverno, si appresta a vivere proprio ora il suo momento più esaltante, quello dei verdetti finali, dei piazzamenti da confermare o strappare ad altri, del “redde rationem”.

Quest’anno più di sempre l’incertezza regna sovrana come uno sguardo nemmeno troppo attento alle classifiche dei due gironi fa capire, con tante squadre raccolte in davvero pochi punti, con scontri diretti che caratterizzano ogni singola giornata del campionato, con divari numerici spesso ridottissimi e con impennate e tonfi che spesso si rincorrono togliendo oltremodo certezze e destituendo di attendibilità congetture e previsioni.

La pausa per una Coppa Italia che ci ha regalato altre sorprese ed emozioni, facendoci anche capire come oggi Treviso con l’assetto marchiato a fuoco dal talento di Logan torna essere candidata di primissima fascia nella corsa all’A1 e come Bologna dovrà sudare per tenersi stretti gli attuali punti di vantaggio sulle inseguitrici per garantirsi la promozione diretta, è stata di rara utilità per noi, per ricaricare le batterie, per recuperare qualche acciacco e per farci trovare pronti per lo sprint finale al quale siamo consapevoli di dover partecipare con il piglio di chi in questa fascia nobile si è accomodato fin dal primo giorno.

Certo l’inserimento di un nuovo elemento non potrà che farci bene, ma senza nulla togliere alle sue innegabili qualità, ciò da cui dovremo trarre ancor più convinzione e determinazione è assolutamente quello che siamo stati capaci di fare nella gara con Latina, in un primo quarto di altissimo livello anche qualitativo e in una seconda metà di gara dove ardore, volontà, determinazione e agonismo sono stati ai massimi livelli dando ancora una volta la dimostrazione di quanto orgoglioso sia questo gruppo capace di risorgere dalle proprie ceneri dopo ogni partita profondamente negativa.

Quella di domani non potrà essere, vista l’importanza della posta in palio, la partita dell’amicizia, pur rimanendo ovviamente sempre nel contesto della correttezza sportiva e del sano agonismo ma credo che da tutto quanto ci sta circondando in questi giorni di festa sia importante prendere almeno uno spunto sia per quanto riguarda la squadra sia per tutti coloro che si stringono intorno a noi.

Partecipazione, entusiasmo, sostegno e interesse mi auguro possano essere mutuati e rinnovati, nonché trasferiti una volta in più e con ancor maggiore enfasi sulle gradinate del PalaMoncada, per questo ennesimo scontro diretto, che noi saremo chiamati a vivere e disputare con l’energia, il calore emotivo e la forza che sprigiona da quel Tripode, il cui fuoco dovremo rubare per farlo nostro e custodirlo per sempre nell’anima.

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