Totò Alletto

Totò Alletto

“Ho cominciato nel 1989, quando ero ancora uno studente in Scienze Motorie e stavo preparando la mia tesi. Da lì è partito tutto”. Si presenta così Salvatore Alletto, per tutti Totò, il preparatore atletico della Fortitudo Moncada Agrigento, una delle persone che hanno lavorato negli anni per costruire la storia di questa squadra.

Prima di essere un preparatore, Alletto è stato anche un atleta: correre è ancora oggi una delle sue passioni, le sue specialità erano i 400 e gli 800 metri. Lavora a scuola, segue anche le ragazze della Sigel Marsala (che militano nel campionato di Serie B1 di volley femminile), ma la sua vita è la Fortitudo. “Sono quasi venticinque anni che lavoro in questo mondo”, racconta, “praticamente ho vissuto l’evoluzione progressiva di questa società, anno dopo anno, mettendo insieme bellissimi ricordi e tanti bei rapporti affettivi. Ricordo con piacere ragazzi come Paparella e Anello, per fare due esempi, ma sono molti altri i giocatori con cui si è creato un legame molto forte”.

La preparazione atletica è uno degli aspetti fondamentali nella vita dei giocatori. Il mese di agosto è tradizionalmente il più duro, da questo punto di vista, perché è lì che bisogna riempire il proprio serbatoio di energie per la stagione: “Agosto è il mese più importante”, conferma Totò, “poi, una volta entrati nel vivo della stagione, si inizia il martedì mattina in sala pesi e con il lavoro fisico, che si ripete il giovedì. Durante gli altri giorni della settimana invece curo la parte di riscaldamento e, in caso di infortuni, anche la fase riabilitativa degli atleti, come sto facendo con Alessandro Piazza in queste settimane”.

Quello del preparatore atletico è un lavoro in costante evoluzione e deve anche tener conto delle abitudini dei giocatori stranieri, che portano in dote anche metodi di lavoro diversi: “Gli americani vengono da una scuola in cui si predilige il lavoro in sala pesi, molti di loro sono ancora convinti che sia la cosa più importante da fare per migliorare dal punto di vista fisico. Abbiamo visto negli anni, invece, come il lavoro funzionale e a carico libero dia degli ottimi risultati. Però devo dire che, per la mia esperienza, gli americani hanno una grande facilità di adattamento alle nuove tipologie di lavoro proposte”.

A proposito di americani, Alletto ci parla di Kelvin Martin e Scott Eatherton, i due rappresentanti a stelle e strisce della Fortitudo Moncada versione 2015/16. Impressiona la forza esplosiva di Martin (“La sua arma micidiale”, dice Totò), mentre l’ex centro dei Northeastern Huskies è “un lungo vecchio stampo, uno che ha notevoli capacità di spostamento, un gran lavoratore, molto agile e veloce per la sua taglia”.

Ogni anno Alletto si confronta con nuovi giocatori e le loro diverse abitudini, ma la sua capacità relazionale lo aiuta a entrare subito in sintonia e realizzare un ottimo lavoro di collaborazione con tutti. “La Fortitudo è cresciuta tanto: ogni anno arrivano giocatori nuovi ma la struttura è sempre la stessa, una squadra unita e compatta, fatta da grandi lavoratori e questa è una delle caratteristiche più importanti”. Impossibile non chiedergli un parere sull’uomo del momento, Andrea Saccaggi: “Penso che abbia dimostrato di essere un giocatore di livello superiore, maturato dal punto di vista fisico e tecnico. Questo è il suo anno, ha dimostrato di avere personalità in campo di poter essere l’arma vincente di questa squadra”. Parola di Prof.

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