11896203_10206445341166736_4824035594569365282_nDi solito si dice che “dietro un grande uomo c’è una grande donna”, come scrisse Virginia Woolf, ma per essere precisi nel nostro caso dovremmo dire che “dietro un grande coach c’è un grande assistant coach”. Luigi Dicensi, infatti, è ormai da molti anni al fianco di Franco Ciani.

Un sodalizio iniziato a Massafra, dove il nostro coach è ancora ricordato per la grande stagione che permise al club pugliese di approdare nell’allora Serie A Dilettanti (la terza serie). “Sì, ci siamo conosciuti nel mio paese, a Massafra”. Ricorda Gigi. “Franco arrivò nel mese di dicembre quando eravamo ultimi in classifica e grazie a lui riuscimmo addirittura a vincere il campionato. Io lavoravo già come assistant coach e con lui ho subito trovato una sintonia incredibile, tanto che a distanza di tempo mi chiamò per chiedermi di seguirlo ad Agrigento. L’esperienza siciliana doveva durare solo due anni, giusto il tempo di salire di categoria, – racconta – e invece i risultati sono sempre stati superiori alle aspettative e quindi, di anno in anno, non potevamo che continuare a credere nel progetto Fortitudo, ponendoci via via nuovi obiettivi. Ed effettivamente ci avevamo visto giusto, perché lo scorso giugno ci siamo ritrovati ad essere protagonisti di una fantastica finale per la serie A”.

Solare e appassionato, silenzioso e preciso, attento e sempre entusiasta del suo lavoro, che sia in campo durante gli allenamenti, in panchina nel corso delle partite oppure (o forse soprattutto) dietro le quinte durante la settimana. Luigi è (anche) l’uomo dei video, un lavoro indispensabile per il coach e per tutti i giocatori. “Io mi occupo di scoutizzare la squadre avversarie, cercando di isolare le cose più interessanti a livello tecnico e tattico che possono servirci sia a migliorare le nostre prestazioni che a preparare ogni partita nella maniera migliore, dando anche ai ragazzi tutte le informazioni possibili perché siano pronti a contrastare ogni difficoltà. Logicamente questo lavoro di analisi si fa anche sui nostri, per darci modo di capire meglio cosa abbiamo fatto bene e cosa invece no”.

Nessuno sfugge all’occhio attento di Luigi, in perfetta sintonia con le esigenze del coach Ciani. Ciò che il pubblico vede in campo la domenica è quindi il risultato finale di uno studio dettagliato, il livello di concentrazione richiesta da parte di tutti è molto alto e non si ferma soltanto alle ore di allenamento sul parquet. E’ in questa maniera che passo dopo passo, video dopo video, Luigi Dicensi ha accompagnato coach Ciani e la Fortitudo Agrigento lungo un incredibile sogno sportivo che ancora continua, anche se non è il record tra vittorie e sconfitte la cosa più importante di questi suoi anni nella città dei Templi: “Se mi guardo indietro, devo essere sincero, la cosa che mi rende soddisfatto del lavoro svolto non è soltanto l’aver raggiunto dei grandi traguardi ma il fatto di averli conquistati grazie ad un lavoro portato avanti da una grande famiglia. È proprio questo uno dei motivi che ha reso semplice rimanere qui ad Agrigento tutti questi anni”.

A proposito di famiglia, poi, Luigi è protagonista praticamente ogni settimana di un vero e proprio tour de force per raggiungere la Puglia e Massafra, dove si reca ogni volta che può per trascorrere anche solo qualche ora la moglie e la figlia: “Quando giochiamo in casa, appena finita la partita salto in macchina diretto a casa, dove arrivo nella notte. Lunedì così posso svegliarmi insieme a mia moglie e alla bimba di 4 anni, che accompagno a scuola, e già nella prima mattina inizio a preparare il materiale di studio per la settimana di allenamento. Martedì mattina alle 7.00 sono di nuovo al volante, diretto ad Agrigento”. Ma mai da solo. A fargli compagnia durante le lunghe ore di viaggio ci sono sempre i taralli, le focacce e altri dolci tipici che il suo pasticcere di fiducia prepara per i giocatori della Fortitudo, che aspettano con impazienza il suo ritorno! “E devo anche confessare che nemmeno a Massafra torno mai a mani vuote. La domenica infatti, immancabilmente, carico la macchina di cannoli, arancini e pesto al pistacchio, perché non potrei mai affrontare con famiglia e amici il peso di una simile dimenticanza!”.

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