Giancarlo Di Simone

Giancarlo Di Simone

Al PalaMoncada si possono ascoltare tante voci e vedere tanti volti. Poche voci e pochi volti, però, restano impressi come succede con Giancarlo Di Simone. Questo perché “Gianca” non è soltanto, da questa stagione, il team manager della Fortitudo Moncada Agrigento, ma perché nessuno come lui ha il biancazzurro dentro, se non altro per “anzianità di servizio”. Ormai Giancarlo, arrivato qui a 17 anni nell’agosto del 2004 (quando la squadra militava in Serie C2) è un agrigentino a tutti gli effetti: “Agrigento la odi e la ami allo stesso tempo. Un giorno ti alzi e capisci che non puoi più farne a meno”. Con una eccezione: “Per la cucina resto fedele ad Alcamo, la mia città d’origine”.

Di Simone è prima di tutto un punto di riferimento per tutto lo spogliatoio biancazzurro, essendone stato anche nelle ultime stagioni (quando si è sempre allenato con la squadra e ha fatto parte a pieno titolo del gruppo) una delle voci più ascoltate dal gruppo. Oggi gli è stato affidato un ruolo strategicamente molto importante, “ma sono sempre lo stesso Giancarlo”, tiene a precisare.

“Chiaramente, però, il ruolo diverso impone un comportamento diverso, ma sono abituato ad avere delle responsabilità essendo stato il capitano della squadra per molti anni”. Quello del team manager, infatti sembra proprio un ruolo su misura per lui. Tutto quello che riguarda la vita della prima squadra passa da Giancarlo, che in maniera scrupolosa ne cura l’organizzazione, si occupa dei rapporti tra giocatori allenatori, tra giocatori e società: “Sono il loro intermediario – spiega – un punto di riferimento operativo su diversi fronti e mi occupo anche di tutto ciò che concerne le trasferte. Il fatto di aver giocato per molto tempo in squadra mi aiuta a capire facilmente quali sono le esigenze dei giocatori, a filtrarle e a costruire con loro un buon rapporto, di grande collaborazione”.

Il team manager Giancarlo Di Simone e il vice allenatore Luigi Dicensi e il loro "selfie" di viaggio!

Il team manager Giancarlo Di Simone e il vice allenatore Luigi Dicensi e il loro “selfie” di viaggio!

Giancarlo è un ragazzo grintoso, sempre attivo, una persona che sa essere molto diretta e dai tratti anche spigolosi, ma soprattutto animato da una smodata passione per la Fortitudo Agrigento. “Quando ero più giovane litigavo spesso, anzi, riuscivo a litigare con tutti, anche con Franco Ciani. Con lui, però, il giorno dopo era come se non fosse mai successo nulla e questo ci ha portati ad instaurare rapidamente uno splendido rapporto, di grande stima e fiducia”, racconta. “Prima di tutto resto un grande tifoso, quindi quando vedo scendere in campo la squadra l’unico desiderio è quello di vederla vincere. Ora che ricopro questo nuovo ruolo, però, ho un approccio molto diverso, doveroso direi”. Insomma, si può dire che Di Simone sia proprio cresciuto insieme alla Fortitudo.

Anno dopo anno ha conosciuto allenatori e giocatori, ha visto cambiare e crescere la grande famiglia instaurando molti rapporti di amicizia, “ma sono pochi i giocatori con i quali ho sviluppato un legame speciale, un po’ anche per via del mio carattere, anche se questo potrebbe sorprendere qualcuno”, confida lui. Fra questi non può mancare il capitano Albano Chiarastella e poi alcuni dei nomi che hanno contribuito a fare la storia della Fortitudo Agrigento. Ragazzi come Giuseppe Anello, Matias Principe, Vincenzo Provenzano e soprattutto con il direttore sportivo Cristian Mayer: “Con lui ho anche giocato, ormai qualche anno fa. L’amicizia che ho costruito con Cristian dura ormai da tempo”.

La Fortitudo al massimo. Se esistesse una biografia di Giancarlo Di Simone si chiamerebbe probabilmente così. Ma anche lui, ovviamente, ha le sue passioni e i suoi modi di allentare la tensione lontano dal parquet: “Se sto a casa guardo un po’ di tv, seguo il calcio e soprattutto il Milan, per cui tifo da sempre. Se decido di uscire mi organizzo per bene, non mi risparmio. Mi piace proprio organizzare le serate, coinvolgere gente e decidere io dove andare”. Avere l’ultima parola insomma, tipico di Di Simone!

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