La Fortitudo Agrigento ha battuto Napoli. I biancazzurri hanno sbancato il PalaBarbuto imponendosi con il risultato di 64 a 74.

Ecco il commento di coach Cagnardi

Sapevamo sarebbe stata una partita difficile. E’ da una settimana che stiamo fuori casa, perché abbiamo giocato giovedì con Treviglio, siamo in giro da mercoledì mattina. Arrivavamo da una partita difficile con Treviglio, loro sono molto quadrati e fisici. Non sapevamo bene quali fossero le nostre energie fisiche, ma la sensazione era quella di arrivare alla partita con energie nervose importanti date anche dalla sconfitta di tre giorni fa. Fuori casa poteva essere rischioso giocare una partita troppo aperta. Devo dire che i ragazzi sono stati encomiabili perché hanno interpretato bene quello che avevamo deciso di fare. Lo avevamo solo deciso perché non abbiamo avuto tempo di provare le nostre scelte sul campo. Devo fare i complimenti ai miei giocatori. Siamo un gruppo coeso e lo siamo dall’inizio dell’anno. E’ chiaro che soffriamo anche di alti e bassi un po’ fisiologici. Senza dilungarmi troppo, al di là dei tatticismi, la differenza l’ha fatta la ‘garra’ difensiva e la voglia di non arrendersi mai. I ragazzi hanno lottato su ogni pallone. Sono cose banali che tolgono un po’ di merito a noi allenatori, ma in campo ci vanno loro. Quando i giocatori hanno questa attitudine tutto diventa più facile anche per noi che stiamo in panchina a guidarli. Squadra profonda? Il terzo quarto è partito con dei nostri attacchi senza, però, realizzare. La verità è che abbiamo subito 12 punti. La vera chiave è stata la costanza all’interno dei dieci minuti. Puoi costruire dei tiri e non segnarli, ma se dall’altra parte fai tre o quattro stop difensivi importanti, al di là del punteggio, è il senso di fiducia che ha la squadra nel controllare la partita. Lì, abbiamo capito che potevamo vincere.  Organico? Abbiamo cambiato, per la prima volta il quintetto. Sapevamo che Napoli, con i primi cinque, ha una forza di un certo tipo. Abbiamo tenuto Chiarastella e Ambrosin in panchina, volendo impattare con Pepe difensivamente su Roderick. Abbiamo voluto giocare le nostre carte. La partita, ripeto, non si è vinta, sui tatticismi ma sulla voglia dei miei giocatori”.

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