Franco Ciani alla fine di un timeout.

Franco Ciani alla fine di un timeout con i ragazzi.

La Fortitudo Moncada Agrigento si appresta ad affrontare l’ultimo impegno di precampionato: venerdì 25 e sabato 26 settembre, infatti, la squadra parteciperà al Torneo “Sant’Ambrogio” a Reggio Calabria, dove affronterà Scafati in semifinale (venerdì alle 19.30, a seguire Reggio Calabria-Barcellona Pozzo di Gotto alle 21.30).

Il coach biancazzurro Franco Ciani fa il punto della situazione per www.fortitudoagrigento.it.

A che punto è la squadra alla vigilia degli ultimi test di precampionato?

“Attendo la risposta dal campo. Il Sant’Ambrogio sarà per noi una sorta di prova in costume in attesa della ‘prima’ vera e propria, sicuramente sarà un torneo di grande qualità viste le squadre partecipanti. Siamo consapevoli di essere un pochino indietro, lavoreremo per recuperare in fretta e metterci in pari con le nostre idee anche se qualche buon segnale è arrivato già dal torneo di Ragusa. Affronteremo una squadra forte come Scafati, venerdì, il migliore dei banchi di prova possibili”.

Uno dei problemi era uniformare la condizione fisica dopo i vari acciacchi accusati nelle scorse settimane. Ci siete riusciti?

“Abbiamo lavorato bene da questo punto di vista, così come abbiamo lavorato bene sul nostro gioco offensivo. In difesa, invece, siamo ancora un pochino in ritardo nell’eseguire con precisione le cose che vogliamo fare”.

Cosa pensi delle squadre che saranno con voi a Reggio Calabria?

“Scafati gioca molto bene, è composta da un gruppo di eccellenti giocatori che dimostra di trovarsi già bene insieme e questo non è mai scontato, specie così presto nella stagione. Reggio Calabria ha avuto qualche problema fisico ma nelle ultime amichevoli ha dimostrato grande solidità. Barcellona sarà al completo, con il secondo americano: viene presentata come una squadra debole, ma per quanto visto ha dimostrato di poter competere sul livello di molte squadre che abbiamo incontrato nella passata stagione”.

Avete avuto qualche problema di continuità, sia a livello individuale che collettivo. Ti preoccupano?

“Sicuramente abbiamo avuto un rendimento ondivago nelle partite ma bisogna considerare anche il particolare contesto del precampionato, dove spesso arriviamo e giochiamo subito dopo aver viaggiato o affrontiamo due gare nello spazio di 24 ore, cosa mai facile anche nel pieno della forma. La nostra storia dimostra che abbiamo sempre trovato protagonisti diversi di gara in gara, quindi non sono particolarmente preoccupato dei dati altalenanti a livello di marcatori, ad esempio. Quello che mi aspetto è un rendimento più continuo e omogeneo nella gestione della partita. A Ragusa abbiamo rapidamente accumulato vantaggi che poi non abbiamo saputo mantenere, andando troppo a sprazzi, mi piacerebbe vedere una squadra più consistente nell’arco dei 40 minuti”.

Vi apprestate dunque a giocare le ultime due gare di preseason: soddisfatto della scelta di aver giocato di più rispetto alle scorse estati?

“Credo fosse assolutamente importante, per me 9-10 gare di precampionato sono un target ottimale e sono utilissime anche per spezzare la monotonia degli allenamenti. In passato non ci siamo riusciti più che altro per difficoltà logistiche. Le partite sono importanti perché ci consentono, oltre che di allenarci in un contesto agonistico, di verificare meglio l’efficacia del nostro lavoro quotidiano. Allenandoci tra noi possiamo avere delle percezioni, ma nulla può sostituire la partita per livello di intensità e di concentrazione richieste”.

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